Le cattive abitudini delle PA sui social media

bacchettate sulle maniLe cattive abitudini dei dipendenti pubblici a volte ricadono anche nella gestione dei social media.

Quante volte i testi pubblicati sui social media cominciano con “Vista la…”, “Considerato che…”, “In osservanza con…”. Tali incipit sono classici dei testi burocratici, ma sono la negazione assoluta del linguaggio colloquiale da preferire sugli account. Usare frasi più semplici per descrivere le ragioni di un atto della PA non vuol dire ridurre la professionalità di chi lo scrive. Non vuol dire neanche che sia meno attendibile.

Molti dei testi dei post o peggio dei tweet, sono copiati pari pari con i testi dei comunicati stampa. Dimenticando che la sintassi dei social media è diversa da quella degli articoli dei giornali.

L’uso smodato di rimandi ai siti istituzionali porta ad una inevitabile sotto esposizione dei Continua a leggere

Avvio di una pagina Facebook di una pubblica amministrazione

pannello amminstrazioneOggi sono stato in una pubblica amministrazione per assisterli nell’avvio di una pagina Facebook istituzionale. Questo è l’atto conclusivo di un percorso iniziato alcune settimane fa. Il primo passaggio è stato individuare cosa volessero farci dell’account. Poi sono state definite le linee guida per l’utilizzo. Una volta scelte le persone che devono occuparsene, hanno potuto seguire un breve ciclo formativo.

Questa mattina ero con Saggia, Speranza, Romea e Mondella, nomi inventati ma corrispondenti a quattro donne di varia età ed esperienza lavorativa. Tutte però abbastanza pratiche nella gestione dei propri account Facebook.

Un elemento fondamentale per la scelta delle persone che dovranno occuparsi dell’account è la loro volontà di farlo. Non credo sia utile “costringere” qualcuno a gestire un social media. Il risultato sarebbe scarso e di breve durata. Ci deve essere necessariamente una certa dose di “passione” in questa direzione.

Una volta scelti gli elementi basilari della grafica dell’account, la foto del profilo, quella per la Continua a leggere

Guida breve all’uso di TweetDeck

Schermata TweetDeckTutti quelli che come me lavorano su Twitter di una amministrazione pubblica si trovano davanti alle difficoltà di gestire l’account rispettando gli orari di una PA. Per poter gestire appieno questo formidabile strumento di comunicazione ci sono molti strumenti. Alcuni sono a pagamento e di nuovo abbiamo le limitazioni delle PA, altri sono gratuiti, tra questi io utilizzo TweetDeck per la sua potenza e qualità.

Mi capita in questi giorni di sostenere l’apertura di altri account twitter da parte di miei colleghi e mi è stato chiesto di illustrare come funziona TweetDeck. Il frutto di questa attività formativa lo ho voluto riassumere in una breve guida online. Leggi guida

Buon lavoro

A che punto siamo con le social media policy?

social media policyUno degli strumenti fondamentali per regolare il rapporto tra i cittadini e gli account social media delle pubbliche amministrazioni  sono le social media policy, chiamate anche “regole d’ingaggio”.

Con esse si vogliono rendere chiari i criteri con cui una PA gestisce i commenti, i messaggi e gli eventuali post pubblicati dagli utenti sugli account istituzionali degli enti.

La questione è illustrare quali obiettivi si vogliono raggiungere per la gestione dei social media di una PA. Sento sempre più spesso una voglia di aprire uno o più account bloccando commenti e messaggi, per la preoccupazione di veder pubblicate critiche anche violente sulle pagine ufficiali. Certo la preoccupazione è comprensibile, ma l’elemento fondamentale di qualità di un social media, l’interazione con i cittadini, viene in questo modo impedita.

Si perde così la possibilità di ottenere un riscontro diretto sulle attività di una amministrazione, potendo anche immettere dei correttivi alla luce delle critiche e dei suggerimenti.

Per garantire invece la possibilità di interagire con i cittadini vanno fissate alcune regole Continua a leggere

Telelavoro, bene ma…..

telelavoro, bene ma...In questi giorni viene rilanciata la notizia che la Riforma Madia prevede entro il 2018 un 10% dei dipendenti pubblici in telelavoro se lo chiedono. Questa intenzione dovrebbe essere avvalorata da un prossimo provvedimento governativo.

Bene, se i dipendenti lo vogliono può essere una buona notizia per ridurre lo stress dei trasporti e anche per ridurre l’inquinamento.

Vediamo nei particolari come dovrebbe avvenire. Il dipendente intenzionato presenta la sua domanda, corredata della documentazione necessaria, e l’amministrazione di appartenenza risponde positivamente se lo ritiene utile.

Sembra facile, ma …..

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