Una giornata di emergenza sui social media

Una giornata di emergenza sui social mediaQuando si parla di giornate di emergenza, vuoi per eventi straordinari come un terremoto, vuoi per accadimenti atmosferici imprevistii, si discute molto degli strumenti e delle metodologie da usare. Questo è un bene. Affrontare queste situazioni con le migliori attrezzature e il software adeguato è importante. Oggi però vorrei parlare di come un operatore dei social media affronta la situazione nello svolgersi degli accadimenti.

La giornata in esame comincia alle 7.40 del mattino con il brusco risveglio dovuto alla forte scossa di terremoto registrata a Roma quella mattina. Secondo moltissime persone, la più forte scossa avvertita in città da tantissimi anni.

Superato il primo momento di preoccupazione e valutati i danni alle persone care, ti viene in mente che il primo dovere verso i social media che gestisci è “presidiare gli account”.  Stiamo parlando di domenica mattina e l’attuale struttura operativa, compresa la possibile organizzazione del lavoro che il bilancio del’ente ci permette, non garantiscono una copertura sugli account di giorno festivo.

Sono quindi solo ad affrontare questa emergenza, ma non posso farne a meno. Cominciano già ad arrivare messaggi in cui chiedono “cosa succede in città”. Il nostro dovere è fornire una risposta certificata che possa informare per tranquillizzare.

Si comincia alle 8.20 con il rilancio della notizia proveniente dall’account twitter dell’azienda Continua a leggere

Una conferenza stampa è comunicazione istituzionale?

conferenza stampaIn base alla dottrina classica della comunicazione istituzionale una conferenza stampa non viene considerata comunicazione istituzionale. Questo principio è stato ratificato anche dalla legge 150/2000, dove viene precisato come le attività delle assemblee del consiglio comunale, le riunioni della giunta e/o le commissioni possano essere “comunicate istituzionalmente”. Le conferenze stampa rientrando nelle prerogative del portavoce del sindaco,  vengono considerate “comunicazione politica” e non quindi di interesse dei comunicatori pubblici istituzionali.

Questo secondo la dottrina classica, ma oggi tutto è cambiato. Da molto tempo ormai è uso degli amministratori annunciare prima alla stampa e ora anche sui social media, le loro scelte. Può piacere o non piacere questa prassi, ma dobbiamo farci i conti. Sarà la società dell’immagine, sarà il ruolo sempre più preminente del leader, ma questo è il mondo in cui i comunicatori pubblici si devono misurare.

Tornando alla domanda iniziale, se possiamo considerare una conferenza stampa o un post sui social media come comunicazione istituzionale, la mia risposta è si a certe condizioni.

Quando un amministratore esprime la sua posizione politica rispetto ad un tema nazionale o locale, la comunicazione deve essere lasciata al suo staff di comunicazione. In alternativa se un sindaco, un presidente di regione o un assessore espongono le ragioni di una scelta di “politica” amministrativa che coinvolge molti cittadini, questa è, a mio parere, comunicazione istituzionale.

Facciamo un esempio concreto. La questione dell’immigrazione coinvolge pesantemente gli Continua a leggere

Perché Linux ha fallito nella Pubblica Amministrazione italiana?

LinuxIl 25° anniversario dell’avvio del progetto per realizzare un sistema operativo open source, libero da vincoli e aperto al contributo degli sviluppatori indipendenti, chiamato Linux, ci permette una riflessione.

Nonostante le numerose dichiarazioni politiche a favore e la Direttiva Stanca del 2000 (…si indica come le pubbliche amministrazioni debbano tener conto della offerta sul mercato di una nuova modalità di sviluppo e diffusione di programmi informatici, definita «open source» o «a codice sorgente aperto»…), l’uso di questo sistema operativo è ancora marginale nella P.A. italiana.  I computer degli enti pubblici italiani funzionano ancora nella maggioranza dei casi con le varie versioni di Windows.

Le pubbliche amministrazioni italiane non solo hanno pagato e pagano milioni di euro di licenze d’uso, ma continuano ad affidare i propri dati ad un sistema operativo di cui non conoscono le chiavi per gestirlo. Penso solo alle amministrazioni pubbliche dello stato tedesco che hanno invece deciso di puntare su una loro versione di Linux, chiamata Suse, di cui conoscono tutti i segreti, essendo a codice aperto.

La leggenda propagandata dai sostenitori di Microsoft nelle PA è la presunta maggiore sicurezza. Centinaia di studi hanno invece dimostrato come sia più vulnerabile il software della casa di Redmond rispetto alle distribuzioni Linux.

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Le gestione dei reclami nella PA con i social media

reclamo o segnalazioneIn questo momento di forti critiche alla pubblica amministrazione serve anche un forte iniziativa per velocizzare la gestione dei reclami e delle segnalazioni. Verificando quanto già avvenuto nelle imprese private, possiamo ipotizzare un uso più intenso dei social media per rispondere ai cittadini.

Partiamo da un caso noto a molti, quello della gestione dei reclami e delle segnalazioni in una grande città. Un cittadino che vuole segnalare un disservizio o proporre una soluzione ad un problema, può utilizzare principalmente due sistemi.

Il primo basato sulla presentazione di un reclamo/segnalazione scritto tramite le strutture dedicate, di solito gli uffici relazione con il pubblico (URP). In questo caso il quesito viene inserito nel sistema generale di gestione. L’altro con l’utilizzo del centralino dedicato della amministrazione che prende in carico il reclamo/segnalazione e lo converte nella procedura principale.

Nel primo caso il cittadino ha un numero di protocollo a cui riferirsi e la risposta dovrebbe arrivare entro 10/30 giorni, a seconda del quesito e anche in considerazione del luogo di presentazione. Dico dovrebbe perché non essendoci sanzioni di nessun tipo per la mancata Continua a leggere

Conciliazione nella PA, il futuro è online

Tutte le pubbliche amministrazioni sono oberate da moltissime richieste di conciliazione per piccole vertenze. La gestione quotidiana delle controversie fuori dai contenziosi giudiziari provoca un notevole utilizzo di risorse PA e, spesso, scontenta i cittadini. Il futuro, anche nelle pubbliche amministrazioni, potrà essere l’utilizzo di software dedicato per risolvere i contenziosi.

Conciliazione onlinePartiamo da un esempio concreto, la soluzione delle piccole controversie dell’amministrazione comunale di Roma. Ogni volta che un cittadino ha un danno al proprio mezzo a causa di una buca stradale o quando un pedone inciampa in un marciapiede difettoso, si apre una controversia con l’amministrazione. Questo contenzioso coinvolge centinaia di cittadini e dura mediamente almeno due anni. Il peso di questa attività è molto pesante per l’amministrazione e produce un forte scontento tra i cittadini.

Vediamo come funziona in pratica. Il cittadino caduto con il suo motorino su una buca dovrebbe chiamare immediatamente i vigili urbani per la costatazione dell’avvenimento. Senza questo sopralluogo non ci sono speranze di avere una soluzione positiva alla Continua a leggere