Una giornata di un comunicatore pubblico

comunicatore pubblicoOgni mattina mi reco al lavoro con l’obiettivo di comunicare qualcosa ai cittadini.

Ogni mattina mi trovo davanti l’esercito dei dipendenti pubblici che non hanno nessuna intenzione di preoccuparsi dell’interazione con gli utenti.

Questa è la ragione d’essere sostanziale dell’attività di un comunicatore pubblico.

Il presupposto è la contraddizione tra l’esigenza di rendere pubblici gli atti di una amministrazione e la salvaguardia della privacy dei cittadini.

Le ripetute vicende di corruzione nella PA hanno reso indispensabile il rafforzamento dei sistemi di controllo sugli atti. Questo non può avvenire se non si sviluppano analoghi sistemi di accesso alle informazioni. Non ci può essere la trasparenza degli atti, così da permettere un controllo da parte anche del più umile degli utenti, se non ci sono strategie di comunicazione condivise dai dipendenti. In questo senso il ruolo dei comunicatori pubblici è indispensabile.

La ragione è presto detta. Non basta pubblicare online i dati della gestione delle attività di un ente pubblico, se non si costruisce un modello di accessibilità e riconoscibilità degli stessi dati. Seppellire i cittadini di valanga di informazioni senza fornire una guida e/o gli strumenti per consultarli, significa rendere questo lavoro inutile.

La comunicazione istituzionale è un mestiere difficile con delle specifiche professionali non facilmente acquisibili. Ci vogliono anni di duro lavoro a contatto con i cittadini per capire come costruire delle relazioni stabili e produttive.

Invece nelle pubbliche amministrazioni i comunicatori sono visti spesso con superficialità, a volte disprezzo, e sono intesi come dei rompiscatole. Non si capisce come queste figure professionali siano l’essenza della condizione di trasformazione della PA da chiusa in se stessa ad aperta e trasparente.

Ogni mattina mi reco al lavoro e spero di costruire, giorno dopo giorno, una condizione di migliore integrazione tra trasparenza e difesa della privacy. Alla soluzione della contraddizione non ci arriveremo mai, ma possiamo ridurre significativamente il divario.

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