lavoratori digitali per la pubblica amministrazione

lavoratori digitali per la pubblica amministrazioneIn un recente articolo Giovanni Arata (leggi) pone il problema della scarsità di figure professionali adatte alla gestione della rete.

Secondo i suoi dati mancheranno fino al 2020 circa un milione di professionisti per governare le nuove tecnologie.

Lui si riferisce al panorama complessivo del mondo lavoro, io vorrei dedicarmi a quello della PA.

La carenza di figure professionali adatte alla gestione della rete è ancora più vistosa nel pubblico impiego. Vuoi per le resistenze al cambiamento, vuoi per l’età avanzata del personale presente. Sono poche e mal utilizzate le figure professionali che Giovanni citava.

Molti degli adeguamenti alle nuove tecnologie sono il frutto di un impegno personale di alcune persone, spesso non aiutate in questo sforzo.

Non deve inoltre essere sottovalutato un ruolo dei dirigenti spesso antagonisti a questo sviluppo. Vuoi per reminiscenze culturali, vuoi per vecchie abitudini.

Vengo ora da una discussione interminabile sulle modalità di pagamento sulla rete. Non si riesce a far capire che alcune prestazioni sulla rete vengono pagate in anticipo e con le carte di credito.

Fino ad ora le uniche attività pagate in anticipo dalla PA erano quelle legate all’istallazione dei sanpietrini. Pavimentazione tipica di alcune zone centrali dei comuni italiani. Immagino poi come sarebbe impossibile impegnare dei fondi per registrare una app. Pagare in anticipo una prestazione che può non andare a buon fine. Un incubo per le ragionerie degli enti.

La questione principale è il blocco delle assunzioni nella pubblica amministrazione. Con questo standard di fatto si rende impossibile assumere le figure professionalizzate provenienti dal mondo della scuola. La scarsità di personale da far assumere, rende obbligatorio privilegiare alcune altre professionalità (tecnici del territorio, tecnici del sociale, amministrativi) a danno dei digitali.

Altro tema è la formazione specifica. Con il taglio dei finanziamenti per l’adeguamento professionale, sono sempre più scarse le occasioni per aggiornare il personale. Inoltre i meccanismi lenti per definire quali corsi tenere, rende ancora meno adeguati gli strumenti formativi. Si dovrebbe, probabilmente, definire un appalto di formazione aperto e modulabile con i tempi del mutamento delle nuove tecnologie.

Non secondario è poi l’adeguamento dell’hardware e del software delle PA. Nel passato si è speso molto e non sempre bene, per fornire gli addetti degli strumenti informatici. I tagli ai bilanci odierni rende ora molto difficile il rinnovamento che, non scordiamolo, nel caso di hardware e software è tumultuoso.

Permettetemi un ultimo approfondimento. I citati profili professionali per il Web secondo specifiche CEN (leggi) andrebbero aumentati per alcune caratteristiche della PA. Servono specialisti nella semplificazione del linguaggio. Riduttori (shortatori) delle lunghe espressioni della pubblica amministrazione. Specialisti dei pagamenti via web, con il conseguente adeguamento delle normative di sostegno. Specialisti nell’uso del software, spesso sottoutilizzato dagli addetti

Giovanni Arata fa benissimo a sollevare il problema generale, vorrei ci fosse anche qualche interesse a fare in modo che i progetti di informatizzazione della PA abbiamo le giuste figure professionali per realizzarli al meglio.

Si dice che l’informatica diffusa nelle PA vada a vantaggio dei cittadini e riduce i rischi di corruzione. Avere professionisti adeguati è indispensabile.

 

2 pensieri su “lavoratori digitali per la pubblica amministrazione

  1. Roberto Autore articolo

    Grazie Giovanni, concordo con la tua osservazione sulla mancanza degli incentivi per gli innovatori. Purtroppo gli ultimi anni di tagli ai bilanci e di insulti ai dipendenti pubblici, mi hanno fatto “rimuovere” questa possibilità. Hai però ragione, non c’é innovazione senza motivazione. Non c’è motivazione senza il riconoscimento, anche economico, dell’impegno.

  2. giovanni arata

    un bell’articolo e argomenti tutti da sottoscrivere- in special modo quello, apparentemente minore, riguardante la revisione dei meccanismi formativi e dei tempi di decisione che ad essi presiedono. dovessi aggiungere un pezzetto mi riferirei all’assenza di meccanismi incentivanti [soldi, e/o crediti- carriera e/o altri benefit] per coloro che promuovono innovazione; un argomento che si salda a quello, proposto nel post, delle resistenze culturali e organizzative dei dirigenti

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