Telelavoro, bene ma…..

telelavoro, bene ma...In questi giorni viene rilanciata la notizia che la Riforma Madia prevede entro il 2018 un 10% dei dipendenti pubblici in telelavoro se lo chiedono. Questa intenzione dovrebbe essere avvalorata da un prossimo provvedimento governativo.

Bene, se i dipendenti lo vogliono può essere una buona notizia per ridurre lo stress dei trasporti e anche per ridurre l’inquinamento.

Vediamo nei particolari come dovrebbe avvenire. Il dipendente intenzionato presenta la sua domanda, corredata della documentazione necessaria, e l’amministrazione di appartenenza risponde positivamente se lo ritiene utile.

Sembra facile, ma …..

La documentazione necessaria prevede la dimostrazione della messa a norma delle case dei dipendenti in base ai requisisti per una attività lavorativa (messa a terra, ventilazione, illuminazione, ecc. ecc.). Questa messa a norma ha un costo stimato dai 10.000 ai 30.000 euro per abitazione. Il paradosso è che di fatto quasi nessun ufficio pubblico risponde a pieno a questi requisiti. Inoltre queste spese dovrebbero essere coperte dalle amministrazioni pubbliche che difficilmente avranno dei surplus di bilancio disponibili.

Questo obiettivo di grande utilità anche per migliorare i rapporti familiari dei dipendenti, rischia di restare una mera intenzione.

Serve uno snellimento delle procedure attualmente previste per fare in modo che il telelavoro diventi una realtà della pubblica amministrazione in Italia

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