Avvio di una pagina Facebook di una pubblica amministrazione

pannello amminstrazioneOggi sono stato in una pubblica amministrazione per assisterli nell’avvio di una pagina Facebook istituzionale. Questo è l’atto conclusivo di un percorso iniziato alcune settimane fa. Il primo passaggio è stato individuare cosa volessero farci dell’account. Poi sono state definite le linee guida per l’utilizzo. Una volta scelte le persone che devono occuparsene, hanno potuto seguire un breve ciclo formativo.

Questa mattina ero con Saggia, Speranza, Romea e Mondella, nomi inventati ma corrispondenti a quattro donne di varia età ed esperienza lavorativa. Tutte però abbastanza pratiche nella gestione dei propri account Facebook.

Un elemento fondamentale per la scelta delle persone che dovranno occuparsi dell’account è la loro volontà di farlo. Non credo sia utile “costringere” qualcuno a gestire un social media. Il risultato sarebbe scarso e di breve durata. Ci deve essere necessariamente una certa dose di “passione” in questa direzione.

Una volta scelti gli elementi basilari della grafica dell’account, la foto del profilo, quella per la timeline e le indicazioni scritte a corredo, la parte più delicata è definire le caratteristiche dell’interazione.

Aprire un account di una pubblica amministrazione significa in primo luogo definire le social media policy, cioè le regole con cui si moderano la modalità di partecipazione degli utenti alle attività.

Una pagina Facebook dedicata alla comunicazione istituzionale deve essere necessariamente interattiva. Questo spaventa molto chi si approccia per la prima volta a questo strumento comunicativo.

Molti mi chiedono come si possano bloccare i commenti e l’invio di messaggi privati alla pagina. Impedire questa forma d’interazione, oltre che molto difficile da realizzare, è anche un non senso rispetto alle ambizioni dell’account.

Se si vuole divulgare al maggior numero di cittadini possibili l’attività della PA, bisogna anche tener conto delle osservazioni e delle critiche. Certo Facebook è terreno di presenza di personaggi anche molto difficili da sostenere, ma la stragrande maggioranza usa i social media come strumento di conoscenza e di approfondimento. Negare completamente la possibilità di interagire vuol dire soffocare sul nascere qualsiasi ambizione comunicativa.

Altra cosa è regolare l’interazione. Per questo ci sono le social media policy. Una amministrazione pubblica, essendo appunto di tutti, non può permettere forme di propaganda politica o commerciale. Inoltre deve essere garantito il rispetto verso le persone e la tutela dalle discriminazioni.

Una volta regolati questi aspetti la pagina è stata aperta e aspetta il giudizio dei cittadini.

Buon lavoro a Saggia, Speranza, Romea e Mondella, future promesse della gestione di account social media

 

 

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