Roma: risposte a tutti e rubriche dedicate ai social


Mia intervista dal libro “PA SOCIAL” di Francesco Di Costanzo

https://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?ID=23826

Viaggio nell’Italia della nuova comunicazione tra lavoro, servizi e innovazione

Roma: risposte a tutti e rubriche dedicate ai social

Ogni social media manager pubblico che si rispetti ha una battaglia da raccontare per affermare l’importanza della nuova comunicazione nel proprio ente di riferimento. E Roma non poteva fare eccezione. considerata anche la complessità della città e della macchina comunale. Nello stesso tempo la capitale può contare su un patrimonio straordinario di informazioni. immagini. video. che farebbe gola a qualunque social media manager. se non altro per la mole infinita di contenuti da condividere coni cittadini.

Nella storia del rapporto tra il Comune di Roma e i social ci guida Roberto D’Alessio, social media manager e protagonista fin dall’inizio del percorso romano di nuova comunicazione: “La strada degli account istituzionali del Comune di Roma è abbastanza tortuosa. Nel 2012. anno in cui vengo trasferito nel dipartimento comunicazione del Comune, ho preso l’iniziativa e aperto il canale YouTube ‘Notizie Roma Capitale’. Ovviamente questo mezzo. seppur fondamentale. non permetteva un serio dialogo con il cittadino e nacque l’esigenza di aprire i canali più importanti: Facebook e Twitter. L’amministrazione dell’epoca sostenne il progetto e decise di far intervenire un’agenzia al di fuori del Comune, che produceva i contenuti e li veicolava sui social. Quello che mancava però era una redazione interna. che fosse consapevole delle logiche della pubblica amministrazione. Riuscii così a convincere il direttore della Comunicazione di questa necessità e misi in piedi un gruppo di lavoro di cinque persone, oltre a me. che gestiva i social in sinergia con la società esterna. ma concentrandosi in maniera specifica sulle emergenze. sulla pubblica utilità e su tutte quelle situazioni che necessitavano di una risposta diretta per il cittadino. Abbiamo passato fasi complicate sulle modalità di utilizzo degli account, piano piano si è arrivati a una linea pienamente istituzionale e una forte interazione con il cittadino”.

Organizzazione del lavoro. orari. strumenti, gestione del rapporto diretto con i cittadini. Temi molto importanti per chi si occupa di social nella PA, così lo spiega D’Alessio: “Chi fa questo mestiere non deve essere obbligato. Fare i social deve essere un’attività che si sceglie. consapevoli del fatto che vengono superate le classiche logiche del dipendente pubblico. Soprattutto per quanto riguarda l’orario di lavoro. che spesso viene ampiamente sforato per rispondere ai cittadini. In questo senso sono stati scelti i comunicatori più motivati a mettersi in gioco nella nuova sfida. che fossero ovviamente competenti in materia di social. Con la macchina comunale c’è poi collaborazione con una fitta rete di collegamenti, coltivata nel corso degli anni sostando in diversi uffici del Comune. Questo vuol dire risposte affidabili in tempi estremamente rapidi. elle è poi un requisito fondamentale per occuparsi di social network. Resiste ancora un atteggiamento di leggera paura nei confronti di questi strumenti. ma ho tirato dritto in questa direzione. L’interazione con i cittadini? Dottrina ‘Gianni Morandi’, rispondiamo a tutti. anche quando si tratta di insulti. Questo metodo si sta rivelando molto efficace. poiché spesso la conversazione inizia con un’offesa nei nostri confronti. ma alla fine della moderazione le persone mettono il mi piace all’intervento”.

Facebook. Twitter. YouTube. Instagram, tante piattaforme per seguire e vivere sui social la città: “Instagram – racconta D’Alessio – è l’ultimo canale arrivato e popolato dalle foto dei cittadini, su Facebook e Twitter le notizie che veicoliamo sono sostanzialmente le stesse. ovviamente declinate in modo differente. Esistono anche delle rubriche particolari come ‘Le spigolature’ (focus storici, curiosità, fatti e misfatti della città di Roma) e ‘Per farci sentire da tutti’ (messaggi selezionati trasformati in video di 30 secondi nella lingua dei segni. grazie al coinvolgimento a costo zero di un dipendente comunale che si è prestato alla creazione di questo nuovo sevizio)”.

E anche a Roma non poteva mancare il dibattito sulla divisione tra comunicazione politica e istituzionale. Per dirla con D’Alessio: “Tra i comunicatori ci sono diverse scuole di pensiero su questo argomento. C’è chi crede che gli account social non devono mai menzionare o far riferimento ai politici. La mia posizione è più articolata: sono contrario alla propaganda. ma sono favorevole al dare spazio alla politica quando spiega determinate decisioni che riguardano la vita quotidiana dei cittadini. quando la politica diventa istituzionale insomma. In questo caso la priorità diventa informare i cittadini sulle ragioni che hanno portato l’amministrazione a prendere delle decisioni. Per fare degli esempi, l’assessore che racconta la chiusura al traffico di alcune strade è corretto, mentre non va bene lo stesso assessore che parla di un programma elettorale”.

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