Cosa è cambiato nei parametri Facebook

Facebook perchè ?La mia collega Flavia Novelli scrive:

Ho cercato di capire a cosa sia attribuibile l’apparente  calo di persone raggiunte dai post Facebook.

Stando a quanto ho trovato sul web, le principali ragioni potrebbero essere:

  1. Sovrastima dei precedenti dati, dovuta a un bug di Facebook e distinzione tra visualizzazioni e persone raggiunte

Facebook ha ammesso in un comunicato di aver fornito dati inesatti per quattro KPI a causa di un bug. Tra queste metriche la più importante è la copertura organica delle pagine, Questo evento ha portato a una ridefinizione delle metriche più importanti per una pagina Facebook come le visualizzazioni e il numero delle persone raggiunte all’interno della copertura organica.

Facebook ha sempre definito la copertura organica come “il numero totale di persone a cui sono stati mostrati i post mediante distribuzione non a pagamento”. Qual è quindi la differenza tra copertura organica e persone raggiunte? Proprio grazie a questo bug finalmente sembra essere chiara: Facebook ha sempre considerato un utente raggiunto in maniera organica semplicemente quando il post veniva caricato nella news feed aggiornando la stessa. Capita però spesso di non scorrere fino in fondo al nostro feed, e non visualizzare i post caricati ma presenti più in basso. Anche se noi non li vediamo, questi post per il semplice fatto di essere disponibili nella nostro feed venivano calcolati come una persona in più raggiunta.

Un’altra importante anomalia, dovuta al bug, ha inoltre calcolato le visualizzazioni come persone raggiunte. Le visualizzazioni indicano il numero di volte in cui viene visualizzato un post, mentre le persone raggiunte indicano gli utenti raggiunti.

Volendo fare un esempio, se io vedo per cinque volte nel mio newsfeed una determinata pagina Facebook , queste cinque visualizzazioni venivano considerate come cinque persone raggiunte.

Ora sotto i post non viene più indicato il dato delle visualizzazioni ma quello delle persone raggiunte

  1. La politica del ‘filter bubble

Facebook pare abbia modificato l’algoritmo estremizzando la profilazione degli utenti. Questo impatta principalmente su uno dei valori più importanti per le pagine: la ‘portata’ dei singoli post. Si tratta del valore che indica quante persone sono state raggiunte da un post pubblicato su una pagina Facebook, ovvero quante sono le persone che hanno visto comparire nella loro timeline quel singolo aggiornamento.

La condizione creata da questa politica di Facebook si chiama ‘filter bubble‘. È il fenomeno per cui, in un social network che sfrutta degli algoritmi per definire quali siano le notizie di maggiore interesse per l’utente, i post visualizzati da un utente siano sempre più grottescamente in linea con gli interessi e le opinioni dello stesso.

Un esempio concreto riguarda il recente boom mediatico relativo al Brexit. Un utente di Facebook pro-Remain ha spiegato quanto difficile sia stato per lui, il giorno della vittoria del Leave, trovare dei post su Facebook di persone che festeggiavano la vittoria. Non si riferisce soltanto alla sua lista di amici: anche sfruttando la funzione di ricerca di Facebook, incappare in post che non erano in linea con la sua opinione è stato difficilissimo.

Le pagine Facebook si ritrovano ad avere sempre più difficoltà a raggiungere gli utenti che hanno messo ‘mi piace’. Le uniche soluzioni sono pagare Facebook, sponsorizzando i post, oppure costruire dei contenuti fatti apposta per essere condivisi.

Questa dinamica impedisce di sfondare il muro delle nostre opinioni e ci evita di entrare in contatto con contenuti che, secondo Facebook, non ci interessano.

  1. Nel caso il post contenga un link…

Non sono sicura se questo aggiornamento è già esecutivo o lo sarà prossimamente. Il posizionamento di un post con link all’interno del news feed di Facebook alla luce del nuovo aggiornamento dovrebbe essere deciso facendo una stima della velocità di caricamento del sito in questione dopo un click all’interno dell’applicazione, anche se non in senso assoluto. Questo dato verrà messo a confronto con il tipo di connessione utilizzata dall’utente finale.
Se i risultati saranno buoni e quindi il sito risulterà in linea con gli standard con ogni probabilità godrà di una visibilità migliore e maggiore; altrimenti sarà penalizzato

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