Italian Open Data License

licenze softwareLo sviluppo dell’accesso ai dati della pubblica amministrazione con l’Open Data, necessita di strumenti di gestione. Una della questioni alla base della possibilità di un utilizzo da parte di tutti é la disponibilità di una licenza. Ovviamente, visto il carattere pubblico dei dati, tutti sono portati ad ipotizzare l’uso delle Creative Commons. Dopo una prima valutazione positiva é stato evindenziato come questo tipo di licenze, non fossero in sintonia con le specifiche dell’Open Data. Secondo il pensiero più diffuso, i dati aperti non dovrebbero impedire ai privati d’ipotizzare forme commerciali dell’uso dei dati. A priori non dovrebbe essere impedito alle società  di proporre strumenti d’utilizzo dei dati aperti. Per mettere a punto questo sistema il Formez ha realizzato un nuovo tipo di licenza, l’Italian Open Data License (IODL). L’obiettivo era quello di mettere a disposizione di tutti la rubricapa, archivio contenente le circa 90.000 pubbliche amministrazioni italiane. Se guardiamo con attenzione la differenza tra le Creative Commons e l’Italian Open Data License, Cerative Commonspossiamo notare appunto la specifica: “creare un Lavoro derivato ed esercitare sul Lavoro derivato i diritti di cui al punto precedente, per esempio attraverso la combinazione con altre informazioni (mashup)”. Questo aspetto della licenza rende possibile la realizzazione, per esempio, di software dedicati all’uso dei dati aperti. In questo modo si vuole realizzare l’obiettivo di liberare le pubbliche amministrazioni dall’obbligo di costruire sistemi di gestione dei dati. Questa attività può essere affidata a società o strutture private, che possono avere l’incentivo di un possibile reddito. Viene in mente la società  che aveva rastrellato tutti gli elenchi telefonici cartacei d’Italia. Li aveva portati in Cina, dove la manodopera costa molto meno che in Italia. Aveva fatto digitare tutti i dati, per realizzare un CD con tutti i numeri di telefono del paese. Il CD è stato messo in vendita nelle edicole ad un presso irrisorio. Con l’Open Data tutto sarebbe stato più semplice.

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