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Una conferenza stampa è comunicazione istituzionale?

conferenza stampaIn base alla dottrina classica della comunicazione istituzionale una conferenza stampa non viene considerata comunicazione istituzionale. Questo principio è stato ratificato anche dalla legge 150/2000, dove viene precisato come le attività delle assemblee del consiglio comunale, le riunioni della giunta e/o le commissioni possano essere “comunicate istituzionalmente”. Le conferenze stampa rientrando nelle prerogative del portavoce del sindaco,  vengono considerate “comunicazione politica” e non quindi di interesse dei comunicatori pubblici istituzionali.

Questo secondo la dottrina classica, ma oggi tutto è cambiato. Da molto tempo ormai è uso degli amministratori annunciare prima alla stampa e ora anche sui social media, le loro scelte. Può piacere o non piacere questa prassi, ma dobbiamo farci i conti. Sarà la società dell’immagine, sarà il ruolo sempre più preminente del leader, ma questo è il mondo in cui i comunicatori pubblici si devono misurare.

Tornando alla domanda iniziale, se possiamo considerare una conferenza stampa o un post sui social media come comunicazione istituzionale, la mia risposta è si a certe condizioni.

Quando un amministratore esprime la sua posizione politica rispetto ad un tema nazionale o locale, la comunicazione deve essere lasciata al suo staff di comunicazione. In alternativa se un sindaco, un presidente di regione o un assessore espongono le ragioni di una scelta di “politica” amministrativa che coinvolge molti cittadini, questa è, a mio parere, comunicazione istituzionale.

Facciamo un esempio concreto. La questione dell’immigrazione coinvolge pesantemente gli Continua a leggere

La comunicazione istituzionale online

La comunicazione istituzionale onlineTesi  di Valentina Fazio @valuz24

“…L’informazione oggi passa attraverso il filtro della relazione e il corretto utilizzo dei social da parte delle Amministrazioni permette di sviluppare al meglio la comunicazione a due vie coinvolgendo l’interlocutore, non solo colpendolo con messaggi unidirezionali come accadeva prima Inserito nel piano di comunicazione l’uso dei social network si può rivelare uno strumento utile per indagare la soddisfazione, i bisogni e la valutazione degli utenti su determinati temi e servizi…”

La Comunicazione Istituzionale online_VFazio

La tesi recentemente discussa presso la Società Italiana per l’Organizzazione Internazionale per il Master in Comunicazione e Media nelle Relazioni Internazionali di Valentina Fazio è una completa analisi della trasformazione della comunicazione istituzionale. Il testo analizza con attenzione quali sono gli elementi per gestire il web 2.0 nella pubblica amministrazione. Emerge con chiarezza come questa scelta sia ormai irreversibile, anche in considerazione delle aspettative dei cittadini.

Il caso di studio è quello dell’ex Comune di Roma ora Roma Capitale. L’autrice ha esaminato con attenzione sia l’utilizzo del portale istituzionale, sia quello dei social dove è presente l’amministrazione. Il prodotto realizzato è una efficace valutazione del processo avviato di trasformazione da una comunicazione istituzione monodirezionale, verso una bidirezionale.

Altro aspetto su cui Valentina si è soffermata è il tema del monitoraggio delle attività. La tecnologia moderna ci permette non solo di gestire degli account social con poca spesa, ma anche l’analisi delle attività per valutare le condizioni di miglioramento del servizio. Il web 2.0 è dinamico. Non esiste un momento in cui si potrà dire “è completo”. Tutto è in continua Continua a leggere

Come Berlusconi, Renzi, ecc. stanno uccidendo la comunicazione istituzionale?

Comunicazione IstituzionaleLa personalizzazione della politica ha delle conseguenze dirette anche sulla comunicazione istituzionale. Con questo termine indichiamo tutta quella serie di attività delle amministrazioni pubbliche per favorire la relazione con gli utenti. Dagli anni ’90 in poi si sono concretizzati tutta una serie di strumenti, gli Uffici Relazione con il Pubblico, i siti web istituzionali, le pubblicazioni, gli sportelli informativi fino ai social network, destinati ad incrementare la comunicazione istituzionale. Non si tratta di illustrare le scelte politiche, a questo dovrebbero pensare gli eletti, bensì di far conoscere nei dettagli come le procedure ricadono sulla vita quotidiana delle persone. La comunicazione istituzionale é quindi per definizione apolitica. Non prende posizione. Non deve giustificare le scelte politiche. Deve, invece, fornire ai cittadini gli strumenti di conoscenza su come, quando e dove si concretizzano le attività. Uno dei capisaldi della comunicazione istituzionale é riferirsi a cose che avvengono e non a progetti.

I comunicatori pubblici sono le persone che realizzano la comunicazione istituzionale. Sono regolati da una legge dello stato, la 150, e sono ormai un nucleo consistente e considerato all’interno delle amministrazioni pubbliche. Non dovrebbero avere a che fare con gli eletti, ma essere diretti dalla dirigenza interna agli enti. La differenza tra politica e azione amministrativa dovrebbe permettere l’autonomia dei dirigenti nella realizzazione delle procedure. Alla politica spetterebbe l’indicazione del percorso da realizzare, ai dirigenti e ai funzionari toccherebbe invece il compito di concretizzare con gli atti le scelte politiche. Il Continua a leggere

Alla fine mi hanno rottamato

Redazione social 2014Dopo cinque anni d’impegno personale sui social network del Comune di Roma prima e di Roma Capitale poi, l’amministrazione ha deciso di rivolgersi ad altri.

Ho cominciato nel 2010 aprendo un canale Youtube e un account Twitter per l’allora Difensore civico. Per questa ultima attività sono anche stato premiato dall’amministrazione. Poi nel 2012, in base ad un mio progetto, venne aperto il canale Youtube e quando l’amministrazione attiva gli account facebook e twitter ufficiali, convinsi tutti a mettere in piedi una redazione fatta da dipendenti.

Ci furono molte opposizioni ma anche grazie all’impegno di Flavia, Silvia, Francesco, Fabrizio, Katia, Maria e Antonio, siamo riusciti a dimostrare che dei dipendenti pubblici sono in grado di gestire degli account social istituzionali.

Negli ultimi due anni abbiamo ridotto i costi di gestione del 70% e quadruplicato l’audience. In questo periodo abbiamo prodotto circa 15.000 tra post e tweet. Di questi quelli con errori sono stati 5. Abbiamo prontamente corretto e chiesto scusa, ma solo 5 volte. Si dice che la percentuale di errori in una attività  massiva sia normale se non supera il 5%, ma 5 su 15.000 non arriva nemmeno lontanamente al 5%. Continua a leggere