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Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiuta

Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiutaUna delle scelte fondamentali nel processo di avviamento e gestione dei social media è la costituzione del gruppo di lavoro della redazione. Nel caso di una pubblica amministrazione questa selezione è più complicata.

Nel settore privato questa delicata attività di scelta delle persone ha più margini di manovra. Una volta individuate la tipologia delle persone, si fa una ricerca di mercato e si individuano quelli o quelle più rispondenti ai requisiti.

In una pubblica amministrazione si entra solo per concorso pubblico, quindi le figure necessarie si devono trovare tra il personale presente.

In verità ci sono soluzioni più veloci per una PA che vuole gestire i social media, appaltare all’esterno il lavoro di gestione o assumere a contratto temporaneo del personale esterno all’amministrazione. Queste soluzioni, anche se permettono di avere rapidamente delle professionalità adatte, hanno delle controindicazioni. Intanto i costi elevati e poi la mancata conoscenza dell’amministrazione di cui dovranno relazionare.

Tutto si può fare, ma torniamo invece alla proposta di individuare la redazione social media Continua a leggere

Due settimane su quattro social media da solo

telelavoroAvevo annunciato che avrei lavorato da solo per una settimana nel gestire quattro account social media di una grande amministrazione. In realtà sono diventate due settimane, una in ufficio e un’altra in telelavoro. Ecco il resoconto.

La particolare situazione di aver passato queste due settimane a cavallo di ferragosto mi ha aiutato, le notizie da postare erano minori di quelle normalmente gestite. Bisognava però dimostrare che gli account erano presidiati, popolando i post, rispondendo ai messaggi e moderando i commenti.

La prima operazione fatta è stata quella di programmare una serie di post e tweet con notizie magari già date ma ancora valide. Ogni mattina facevo il punto della situazione delle eventuali novità e riempivo la programmazione prevista per la giornata. A quel punto con attenzione seguivo i messaggi e i commenti, facendomi aiutare anche dagli avvisi previsti dai miei strumenti informatici. Ai messaggi rispondevo in tutti i casi salvo quando si esprimevano posizioni politiche. Come per gli altri mesi di attività, a questo circa 10% dei messaggi complessivi, non viene dato seguito per ottemperare al principio dell’imparzialità di un account di una PA.

Sui commenti bisognava rispondere quando veniva posta una domanda di merito e ripulirli nel caso ci fossero insulti alle persone. Da tempo non ci preoccupiamo più delle frasi anche volgari Continua a leggere

L’interazione condivisa con gli utenti

Oggi vorrei porre l’accento su un fenomeno a cui assisto quotidianamente nella gestione della pagina Facebook dell’amministrazione dove lavoro. Si tratta di quello che io chiamo il nuovo livello d’interazione, quella condivisa.

Spesso capita che su un post che descrive una attività dell’amministrazione si apra una polemica. Alcuni utenti non condividono l’iniziativa e postano dei commenti di critica. A questi in alcuni casi rispondiamo nel merito, cercando d’illustrare meglio cosa ha portato a quella iniziativa oppure i termini stessi dell’atto.

Il caso in esame è un provvedimento che vuole regolamentare le attività di volontariato in favore della manutenzione del verde. Ovviamente alcuni hanno contestato l’oggetto, non ci dovrebbe essere volontariato ma solo il lavoro dei dipendenti dell’amministrazione per la cura del verde.

A questo tipo di osservazione abbiamo risposto specificando che l’attività di volontariato è in essere da molto tempo, ma servivano delle indicazioni per la loro regolamentazione e principalmente il coordinamento dei responsabili comunali per la manutenzione.

Una volta sarebbe finita così. Ad una o più osservazioni, l’amministrazione rispondeva. A volte accontentando gli interlocutori, altre volte meno.

Adesso invece ci sono degli utenti che interagiscono con chi esprime pareri in disaccordo e sostiene le risposte ufficiali. In questo modo si crea una vera e propria interazione condivisa Continua a leggere

Interazioni social: Roma batte Parigi 3 a 2

Interazioni social Roma e ParigiDall’analisi dei dati dello scorso maggio 2017 emerge come l’account Facebook di Roma abbia avuto circa il 50% di interazioni in più di quello di Parigi.

Tra gli account delle due capitale esiste una notevole differenza in numero di “mi piace”. Parigi ha avuto sicuramente un maggiore successo per tre ragioni fondamentali. Il fatto che, unico account al mondo, si possa chiamare semplicemente con il nome della città. La quantità di advertising investito da Parigi  per promuovere la loro pagina e la qualità dello staff che cura l’account.

Nonostante questa differenza notevole, lo scorso mese Roma ha avuto oltre 21.000 interazioni a fronte delle 14.400 di Parigi.

Questo vuol dire che i post pubblicati dalla capitale d’Italia sono risultati più interessanti di quelli transalpini.  Ho specificato interessanti e non migliori, perché sui social vale anche la regola dell’interazione dovuta alle critiche.

Tanto è, ma comunque aver raggiunto questo obiettivo indica la possibilità di fare un buon lavoro di interazione con i cittadini. Vero valore aggiunto di un qualsiasi account social di una pubblica amministrazione.

Marco voleva la carta d’identità

QuandoMarco voleva la carta d'identità si dice applicare la “dottrina Gianni Morandi” anche per le amministrazioni pubbliche, rispondere con calma anche alle persone aggressive e apparentemente poco disponibili al dialogo, si devono fare degli esempi concreti.

Marco voleva la carta d’identità, ma i tempi di rilascio della struttura della amministrazione dove si voleva recare erano incompatibili con le sue esigenze.

Si rivolge ai social per sapere se ci sono alternative per ottenere il documento.

Gli viene spiegato che può recarsi presso altre strutture e lui risponde “nervoso” sulle possibili difficoltà.

Una volta però ottenuta l’assicurazione della risoluzione del problema, ci ringrazia e si scusa.

Sembrava mettersi male al’inizio della conversazione e invece siamo riusciti a placare la situazione e a riportarlo su una discussione ragionevole sul da farsi.

La “dottrina Gianni Morandi”, strumento elevato per valorizzare l’interazione con i cittadini, può funzionare anche nelle pubbliche amministrazioni.