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La Business Intelligence nella Pubblica Amministrazione: soldi ben spesi?

Business Intelligence

Nonisma

Alla fine di ottobre 2011 é stato presentato il rapporto sulla Business Intelligence a cura dell’associazione Nomisma e della società  Iconsulting. Il lavoro é una approfondita analisi degli impegni della Pubblica ammnistrazione sul terreno dello sviluppo informatico delle proprie attività. Negli ultimi dieci anni sono stati spesi 20 miliardi di Euro per l’ICT (Information and Communication Technology). Una cifra enorme, ma sono stati soldi ben spesi? A giudicare dal livello di servizi online per i cittadini, diremmo di no. In questo campo siamo agli ultimi posti in europa. Per un utente é spesso indispensabile recarsi allo “sportello” per parlare direttamente con un addetto, più o meno disponibile, per ottenere un servizio. Questo comporta gravi disagi e rallentamenti nell’attività  della P.A.. Eppure comprare hardware e addestrare i dipendenti ad utilizzarlo sembrava la panacea per i difetti della P.A.. Quello che é mancato é stato il progetto complessivo di utilizzo di tali strumenti. Si é pensato prima all’acquisto dell’hardware e poi a come servirsene. Mi ricordero sempre l’affermazione di un responsabile alle obiezioni di un addetto informatico: “che ci vuole, basta buttare dentro i dati”. Ecco la gestione di una lavatrice applicata alla Pubblica amministrazione.
Perchè rinnovare il parco macchine degli uffici con strumenti sempre più sofisticati se molte funzioni non possono essere utilizzate? Avere computer velocissimi senza la possibilià  di utilizzare video e comunicazioni chat é uno spreco. Meglio sarebbe sviluppare applicazioni mirate, magari con i suggerrimenti degli addetti, per utilizzare al 100% le proprie attrezzature. Cosa dire poi dei milioni di euro spesi per l’acquisto di pacchetti Office sempre più avanzati. L’utilizzo medio per dipendente di tali strumenti arriva al massimo al 5% delle loro potenzialità. Cosa farsene dell’ultima versione, se tanto le necessità sono ben inferiori. Inoltre che fine hanno fatto le ipotesi di utilizzo di software gratuiti, con potenzialità simili a quelle di Office, comunque sufficienti nella maggior parte dei casi.
Per non parlare poi delle circa 1400 banche dati della P.A. realizzate con quelli investimenti. Sono un patrimonio fantastico. Il problema é che non sono integrabili tra loro. Non hanno strumenti di collegamento e sono gestite in modi difformi. Questo importantissimo patrimonio di dati spesso non é in grado di essere integrabile tra le singole amministrazioni. Un vero spreco di risorse di conoscenza.
Questo studi rappresenta un passo in avanti sul terreno della conoscenza delle applicazioni informatiche nella Pubblica amministrazione italiana. Può essere una base di partenza per lo sviluppo di processi di miglioramento.
La realizzazione di strumenti di comunicazione online tra cittadini e amministrazioni é uno dei presupposti per il miglioramento della P.A..

Mobnotes il geolocalizzatore della pubblica amministrazione italiana

MobnotesSembra che il social check-in Mobnotes stia diventando l’aggregatore di geolocalizzazioni della pubblica amministrazione italiana. Grazie ad un accordo con il Ministero dell’Innovazione, questo strumento è diventato standard per Linea Amica. La rete informativa delle P.A. in Italia. Sono circa 40.000 le sedi P.A. registrate su questo sistema. Un numero considerevole, anche se ci sono alcune assenze importanti. A cosa dovrebbe servire. I cittadini, colegati a questo Continua a leggere

Dove, come e quando; perchè è utile farsi trovare?

come, dove e quandoUna qualsiasi struttura della Pubblica amministrazione ha convenienza a farsi trovare. Ogni ufficio o servizio risponde ai tre requisiti fondamentali: dove, come e quando. Dove, indica la localizzazione fisica della struttura. Un indirizzo di una città o località. Può essere anche la descrizione di un persorso in una struttura complessa. Come, è la modalità operativa. Aperto o non aperto al pubblico. Raggiungibile per via telematica o fax. Costoso o gratuito. Quando, sono le indicazioni temporali del suo funzionamento. Quanti giorni alla settimana, quante ore al giorno. Queste tre semplici parametri (dove, come e quando), sono la differenza tra far arrabbiare o meno un utente. Se esiste una regolarità di comportamento su questi elementi. Se sono pubblicizzati bene e in forma chiara. Se sono rispettati. Potremmo dedicarci all’attività vera e propria dell’ufficio o servizio. Altrimenti il cuore dell’attività verrà messa in secondo piano. Per questo se le Pubbliche amministrazioni sono in grado di geolocalizzare le proprie attività, si può migliorare la qualità del servizio. Senza inutili discussioni su: avete indicato il dove? avete specificato il come? e avete rispettato il quando? Se vengono centralizzate le informazioni su questi parametri e se esiste una possibilità per gli utenti di validare questi dati, abbiamo limitato di molto gli elementi di conflitto tra utenti e uffici o servizi. Inoltre una geolocalizzazione completa dei servizi a disposizione degli utenti, permette di dedicarsi all’attività principale dello stesso senza dover supplire ad altre funzioni.

Geolocalizzazione: nuova frontiera della Pubblica amministrazione?

GeolocalizzazioneIn questi ultimi tempi si parla molto dello sviluppo degli strumenti di geolocalizzazione. I telefonini di ultima e ultimissima generazione sono dotati di hardware e software particolarmente potenti per questa funzione. Fin’ora sono stati prodotti buoni risultati nell’ambito delle imprese private. lo sviluppo di social network dedicati, come FourSquare, sono stati indirizzati sulle imprese private. Una famosa catena di distribuzione del caffe ha sviluppato una procedura per fornre un premio agli utenti più solleciti a segnalare positivamente i luoghi di distribuzione. Ma queste iniziative possono essere solo a vantaggio delle aziende private? Non possiamo ipotizzare queste iniziative anche nell’ambito della Pubblica amministrazione? Il Ministero dell’Innovazione ha presentato un suo
progetto di utilizzo della geolocalizzazione nella P.A. basato sul portale Mobnotes. L’idea interessante prevede l’uso interattivo dei cittadini su questo portale per segnalare i luoghi e le “condizioni” degli uffici e servizi. Manca però un definizione delle strategie per far “digerire” questo strumento dalle P.A.. Va bene la possibilità data ai cittadini di segnalare i disservizi. Manca però un’idea di come i dirigenti e i dipendenti della P.A. possano avvantaggiarsi di questa nuova frontiera. In un prossimo post faremo alcune proposte in tal senso. Non ci può essere nessuna riforma della P.A., per quanto avanzata sia, senza il consenso dei dirigenti e dei dipendenti.