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Anche le PA devono stare al passo con le tendenze future dell’utilizzo della rete

Italiani sulla reteSecondo il  rapporto ‘Internet in Italia – I Trend del 2017‘ pubblicato da comScore ormai la maggioranza degli italiani utilizza sistemi mobili (smartphone e tablet) per collegarsi alla rete. In più gli strumenti usati sono prioritariamente le app di messaggistica. Il 27% sul totale degli utenti accede a Whatsapp, Messanger e Telegram in via preferenziale. Il 26% sui social media. Questi dati sono in crescita continua e regolare e anche nelle PA non possono essere ignorati.

Si tratta di ridisegnare le strategie di utilizzo delle pubbliche amministrazioni in modo da essere adeguati ai tempi e, prevedendo gli sviluppi futuri, utilizzare al meglio le risorse disponibili. Questo significa che gli investimenti in termini economici e di personale, devono essere riorientati su questi temi.

Se la maggioranza degli utenti si collega nei modi descritti sopra, anche nelle pubbliche amministrazioni ci dovranno essere sistemi di gestione di questi strumenti. Probabilmente Continua a leggere

A che punto siamo con le social media policy?

social media policyUno degli strumenti fondamentali per regolare il rapporto tra i cittadini e gli account social media delle pubbliche amministrazioni  sono le social media policy, chiamate anche “regole d’ingaggio”.

Con esse si vogliono rendere chiari i criteri con cui una PA gestisce i commenti, i messaggi e gli eventuali post pubblicati dagli utenti sugli account istituzionali degli enti.

La questione è illustrare quali obiettivi si vogliono raggiungere per la gestione dei social media di una PA. Sento sempre più spesso una voglia di aprire uno o più account bloccando commenti e messaggi, per la preoccupazione di veder pubblicate critiche anche violente sulle pagine ufficiali. Certo la preoccupazione è comprensibile, ma l’elemento fondamentale di qualità di un social media, l’interazione con i cittadini, viene in questo modo impedita.

Si perde così la possibilità di ottenere un riscontro diretto sulle attività di una amministrazione, potendo anche immettere dei correttivi alla luce delle critiche e dei suggerimenti.

Per garantire invece la possibilità di interagire con i cittadini vanno fissate alcune regole Continua a leggere

Attività quotidiane di un ufficio social media di una PA

redazione social mediaQualcuno mi ha chiesto di descrivere le attività dell’ufficio social media di cui sono responsabile

dal lunedì al venerdì

7.30 – L’attività inizia tra le 7.30 e 8.00 del mattino con la verifica dei messaggi urgenti o delle mail arrivate durante la notte.

8.30 – riunione di redazione dove vengono valutate le richieste di pubblicazione pervenute e si costruisce il palinsesto da programmare per il/i giorno/i successivi. A seguire vengono controllati i post già programmati e, se necessario, vengono aggiornati o rimossi.

La programmazione prevede una pubblicazione di post e tweet dalle 8.00 alle 18.00 con una frequenza media di una ora. Quando ci sono notizie aggiuntive da postare si inseriscono nelle mezzeore o dopo le 18.00.

Nella riunione di redazione vengono anche esaminate le fotografie taggate sull’account ufficiale Continua a leggere

Le gestione dei reclami nella PA con i social media

reclamo o segnalazioneIn questo momento di forti critiche alla pubblica amministrazione serve anche un forte iniziativa per velocizzare la gestione dei reclami e delle segnalazioni. Verificando quanto già avvenuto nelle imprese private, possiamo ipotizzare un uso più intenso dei social media per rispondere ai cittadini.

Partiamo da un caso noto a molti, quello della gestione dei reclami e delle segnalazioni in una grande città. Un cittadino che vuole segnalare un disservizio o proporre una soluzione ad un problema, può utilizzare principalmente due sistemi.

Il primo basato sulla presentazione di un reclamo/segnalazione scritto tramite le strutture dedicate, di solito gli uffici relazione con il pubblico (URP). In questo caso il quesito viene inserito nel sistema generale di gestione. L’altro con l’utilizzo del centralino dedicato della amministrazione che prende in carico il reclamo/segnalazione e lo converte nella procedura principale.

Nel primo caso il cittadino ha un numero di protocollo a cui riferirsi e la risposta dovrebbe arrivare entro 10/30 giorni, a seconda del quesito e anche in considerazione del luogo di presentazione. Dico dovrebbe perché non essendoci sanzioni di nessun tipo per la mancata Continua a leggere

Perché Linux ha fallito nella PA?

Perché Linux ha fallito nella PA?Ormai il dato è sostanzialmente stabile, l’utilizzo di Linux è marginale. Anche nella Pubblica Amministrazione il dato non si discosta da quello generale. Eppure con la scadenza dell’assistenza a Windows XP c’erano tutti i presupposti per il rilancio delle distribuzioni basate su Linux. Cosa è andato storto?

Da sempre molti sono convinti che, specialmente in epoca di spending review, sarebbe stato giustificabile il ricorso ad un sistema operativo ormai stabile, “gratuito” e alternativo a Windows. Questo però non è avvenuto. Le amministrazioni pubbliche hanno preferito spendere soldi per l’acquisto di pacchetti del “vecchio” Windows 7 o addirittura passare a Windows 8.*. Questa ultima scelta ha comportato anche l’aggravio dell’acquisto di nuovo hardware.

I computer più datati che utilizzavano Windows XP potevano funzionare Continua a leggere