Archivi tag: privacy

Telegram, osservazioni critiche

TelegramTelegram è senza dubbio migliore di Whatsapp. Su questo non ci sono discussioni. Ha le stesse funzioni ma migliorate ed è assolutamente gratuito. Inoltre ha un sistema di protezione della privacy insuperabile. Ma non ci sono ombre su questa meraviglia?

Telegram nasce dall’iniziativa del fondatore del Facebook russo, VKontakte. Estromesso dalla sua creatura per dissensi sul trattamento dei dati con il governo del suo paese, risiede oggi in Italia. Questa storia personale è sicuramente la ragione fondante della sua attenzione al rispetto della privacy. Telegram ha come elemento caratterizzante quello di poter gestire delle chat inattaccabili da chiunque.

Questo aspetto sarà forse la sua rovina,. Adesso che Telegram comincia ad avere una Continua a leggere

Una giornata di un comunicatore pubblico

comunicatore pubblicoOgni mattina mi reco al lavoro con l’obiettivo di comunicare qualcosa ai cittadini.

Ogni mattina mi trovo davanti l’esercito dei dipendenti pubblici che non hanno nessuna intenzione di preoccuparsi dell’interazione con gli utenti.

Questa è la ragione d’essere sostanziale dell’attività di un comunicatore pubblico.

Il presupposto è la contraddizione tra l’esigenza di rendere pubblici gli atti di una amministrazione e la salvaguardia della privacy dei cittadini.

Le ripetute vicende di corruzione nella PA hanno reso indispensabile il rafforzamento dei sistemi di controllo sugli atti. Questo non può avvenire se non si sviluppano analoghi sistemi di accesso alle informazioni. Non ci può essere la trasparenza degli atti, così da permettere Continua a leggere

Drupal e la PA, si può fare

Drupal per la SapienzaMolti raccontano la necessità di affidare la realizzare la struttura dei siti delle pubbliche amministrazioni a costose società private. Ci dicono che ci sono ragioni di sicurezza a imporre questa scelta. L’Università di Roma La Sapienza ha fatto una scelta controcorrente. Il suo sito è stato realizzato utilizzando Drupal.

Questo CMS è uno dei più diffusi tra gli utilizzatori nel mondo ed è gratis. Il fatto che non abbia costi non vuol dire però che non sia flessibile e completo. La comunità online di sviluppo ha realizzato numerosi componenti aggiuntivi per garantire una importante gestione dei siti.

Ricordiamo che l’Università, come ogni altra amministrazione pubblica italiana, deve rispondere alle normative sulla trasparenza delle informazioni, garantendo però la privacy dei dati sensibili. Se la struttura di un sito non è solida e a prova di attacco, tutto questo non potrebbe essere gestito.

Onore al merito della Sapienza di aver utilizzato un software libero da vincoli economici per rispondere alle esigenze dell’amministrazione.

Come gli altri CMS utilizzati dalle PA, tipo WordPress o Joomla, questo strumento è ormai molto Continua a leggere

L’ossessione della privacy

privacyLe recenti vicende americane di controllo sulle comunicazini
anche all’estero, hanno sviluppato una vera ossessione per la privacy.
Cominciamo con ordine, le persone come me, la maggioranza della popolazione italiana, perchè dovrebbero essere spiate?. Abbiamo poco o niente potere. Scarsi mezzi finanziari. Poco peso politico.
Spiare uno come me sarebbe una noia mortale. Quindi perchè dovremmo preoccuparci.
Questo riguarda le intercettazioni, ma l’ossessione della privacy ha un altro aspetto. Cercare di evitare il “tracciamento” dai potenti della rete. Sappiamo bene tutti quanti che google, facebook, ecc. ecc., seguono, “tracciano”, i nostri interessi mentre navighiamo in rete per poi rivenderli Continua a leggere

Vuoi essere assunto? Dammi login e password di Facebook

PasswordFacebookA proposito dei controlli sull’attività online dei dipendenti da parte dei dirigenti, si è aperto un nuovo fronte. La recente scoperta della richiesta ai dipendenti, da parte di alcune aziende americane, del login e password degli account Facebook per essere assunti, ha creato una grande discussione. La reazione di Facebook è stata immediata. Il social network ha ricordato come la diffusione delle credenziali di accesso sia elemento per sospendere o chiudere l’account. Questa presa di posizione è in linea con la riprovazione generalizzata di questa prassi. In passato c’era stato un primo passo in questo senso. Ai dipendenti veniva imposto di accettare i dirigenti come “amici” sul proprio account Facebook. In questo modo si potevano controllare i post. Ma rilevare login e password è una vera mania persecutoria. Va bene che le società si tutelino, abbiamo visto come la giurisprudenza italiana ha sancito il diritto delle società (leggi), ma Continua a leggere