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Interazioni social: Roma batte Parigi 3 a 2

Interazioni social Roma e ParigiDall’analisi dei dati dello scorso maggio 2017 emerge come l’account Facebook di Roma abbia avuto circa il 50% di interazioni in più di quello di Parigi.

Tra gli account delle due capitale esiste una notevole differenza in numero di “mi piace”. Parigi ha avuto sicuramente un maggiore successo per tre ragioni fondamentali. Il fatto che, unico account al mondo, si possa chiamare semplicemente con il nome della città. La quantità di advertising investito da Parigi  per promuovere la loro pagina e la qualità dello staff che cura l’account.

Nonostante questa differenza notevole, lo scorso mese Roma ha avuto oltre 21.000 interazioni a fronte delle 14.400 di Parigi.

Questo vuol dire che i post pubblicati dalla capitale d’Italia sono risultati più interessanti di quelli transalpini.  Ho specificato interessanti e non migliori, perché sui social vale anche la regola dell’interazione dovuta alle critiche.

Tanto è, ma comunque aver raggiunto questo obiettivo indica la possibilità di fare un buon lavoro di interazione con i cittadini. Vero valore aggiunto di un qualsiasi account social di una pubblica amministrazione.

Attività quotidiane di un ufficio social media di una PA

redazione social mediaQualcuno mi ha chiesto di descrivere le attività dell’ufficio social media di cui sono responsabile

dal lunedì al venerdì

7.30 – L’attività inizia tra le 7.30 e 8.00 del mattino con la verifica dei messaggi urgenti o delle mail arrivate durante la notte.

8.30 – riunione di redazione dove vengono valutate le richieste di pubblicazione pervenute e si costruisce il palinsesto da programmare per il/i giorno/i successivi. A seguire vengono controllati i post già programmati e, se necessario, vengono aggiornati o rimossi.

La programmazione prevede una pubblicazione di post e tweet dalle 8.00 alle 18.00 con una frequenza media di una ora. Quando ci sono notizie aggiuntive da postare si inseriscono nelle mezzeore o dopo le 18.00.

Nella riunione di redazione vengono anche esaminate le fotografie taggate sull’account ufficiale Continua a leggere

Una giornata di emergenza sui social media

Una giornata di emergenza sui social mediaQuando si parla di giornate di emergenza, vuoi per eventi straordinari come un terremoto, vuoi per accadimenti atmosferici imprevistii, si discute molto degli strumenti e delle metodologie da usare. Questo è un bene. Affrontare queste situazioni con le migliori attrezzature e il software adeguato è importante. Oggi però vorrei parlare di come un operatore dei social media affronta la situazione nello svolgersi degli accadimenti.

La giornata in esame comincia alle 7.40 del mattino con il brusco risveglio dovuto alla forte scossa di terremoto registrata a Roma quella mattina. Secondo moltissime persone, la più forte scossa avvertita in città da tantissimi anni.

Superato il primo momento di preoccupazione e valutati i danni alle persone care, ti viene in mente che il primo dovere verso i social media che gestisci è “presidiare gli account”.  Stiamo parlando di domenica mattina e l’attuale struttura operativa, compresa la possibile organizzazione del lavoro che il bilancio del’ente ci permette, non garantiscono una copertura sugli account di giorno festivo.

Sono quindi solo ad affrontare questa emergenza, ma non posso farne a meno. Cominciano già ad arrivare messaggi in cui chiedono “cosa succede in città”. Il nostro dovere è fornire una risposta certificata che possa informare per tranquillizzare.

Si comincia alle 8.20 con il rilancio della notizia proveniente dall’account twitter dell’azienda Continua a leggere

Una conferenza stampa è comunicazione istituzionale?

conferenza stampaIn base alla dottrina classica della comunicazione istituzionale una conferenza stampa non viene considerata comunicazione istituzionale. Questo principio è stato ratificato anche dalla legge 150/2000, dove viene precisato come le attività delle assemblee del consiglio comunale, le riunioni della giunta e/o le commissioni possano essere “comunicate istituzionalmente”. Le conferenze stampa rientrando nelle prerogative del portavoce del sindaco,  vengono considerate “comunicazione politica” e non quindi di interesse dei comunicatori pubblici istituzionali.

Questo secondo la dottrina classica, ma oggi tutto è cambiato. Da molto tempo ormai è uso degli amministratori annunciare prima alla stampa e ora anche sui social media, le loro scelte. Può piacere o non piacere questa prassi, ma dobbiamo farci i conti. Sarà la società dell’immagine, sarà il ruolo sempre più preminente del leader, ma questo è il mondo in cui i comunicatori pubblici si devono misurare.

Tornando alla domanda iniziale, se possiamo considerare una conferenza stampa o un post sui social media come comunicazione istituzionale, la mia risposta è si a certe condizioni.

Quando un amministratore esprime la sua posizione politica rispetto ad un tema nazionale o locale, la comunicazione deve essere lasciata al suo staff di comunicazione. In alternativa se un sindaco, un presidente di regione o un assessore espongono le ragioni di una scelta di “politica” amministrativa che coinvolge molti cittadini, questa è, a mio parere, comunicazione istituzionale.

Facciamo un esempio concreto. La questione dell’immigrazione coinvolge pesantemente gli Continua a leggere

Le gestione dei reclami nella PA con i social media

reclamo o segnalazioneIn questo momento di forti critiche alla pubblica amministrazione serve anche un forte iniziativa per velocizzare la gestione dei reclami e delle segnalazioni. Verificando quanto già avvenuto nelle imprese private, possiamo ipotizzare un uso più intenso dei social media per rispondere ai cittadini.

Partiamo da un caso noto a molti, quello della gestione dei reclami e delle segnalazioni in una grande città. Un cittadino che vuole segnalare un disservizio o proporre una soluzione ad un problema, può utilizzare principalmente due sistemi.

Il primo basato sulla presentazione di un reclamo/segnalazione scritto tramite le strutture dedicate, di solito gli uffici relazione con il pubblico (URP). In questo caso il quesito viene inserito nel sistema generale di gestione. L’altro con l’utilizzo del centralino dedicato della amministrazione che prende in carico il reclamo/segnalazione e lo converte nella procedura principale.

Nel primo caso il cittadino ha un numero di protocollo a cui riferirsi e la risposta dovrebbe arrivare entro 10/30 giorni, a seconda del quesito e anche in considerazione del luogo di presentazione. Dico dovrebbe perché non essendoci sanzioni di nessun tipo per la mancata Continua a leggere