Le nuove Social Media Policy di Roma Capitale aggiornate al GDPR

Social Media Policy conformi al GDPR

Con l’entrata in vigore del GDPR anche le social media policy degli account delle amministrazioni pubbliche si devono adeguare.

Questa è la soluzione adottata da Roma Capitale

Le Social Media Policy di Roma Capitale

Nella convinzione che i social media possano consentire una relazione più diretta e una maggiore partecipazione dei cittadini alle attività di Roma Capitale, l’Amministrazione ha attivato al momento attuale un account su Twitter, un canale dedicato su Youtube, una pagina ufficiale su Facebook e un account su Instagram. Inoltre si sono aggiunti account social media gestiti direttamente dai municipi romani e da alcune strutture centrali. L’obiettivo è quello di informare sulle iniziative dell’Amministrazione e dare voce alle attività presenti sul territorio che abbiano interesse pubblico.

Questi strumenti si aggiungono al già ricco ventaglio di canali ufficiali mediante i quali è possibile relazionarsi con Roma Capitale: gli Uffici Relazioni con il Pubblico (qui è possibile reperire l’elenco di tutti gli URP sul territorio capitolino); il Contact Center “ChiamaRoma 060606”, l’URC (Ufficio del Sindaco per i Rapporti con i Cittadini) ed il portale istituzionale; le email dei dirigenti e dei funzionari responsabili dei servizi. Continua a leggere

Le Social Media Policy dopo il GDPR

L’entrata in vigore del nuovo Regolamento sulla Protezione dei Dati Personali (GDPR) europeo obbliga alla modifica delle social media policy degli account istituzionali. Alcune delle novità prodotte dal regolamento hanno una influenza diretta sulle modalità con cui gli account social media istituzionali si rapportano con i cittadini.

Bisogna controllare tutte le attuali social media policy alla luce delle nuove disposizioni, ma bisogna sicuramente inserire tre nuovi capoversi:

  1. Gli account social media istituzionali delle pubbliche amministrazioni rispettano le richieste di “diritto all’oblio”. La particolare forma di garanzia che prevede la non diffondibilità, senza particolari motivi, di precedenti pregiudizievoli dell’onore di una persona.
    Questo significa che ad ogni sollecitazione da parte dei singoli utenti, chi gestisce gli account si deve adoperare per eliminare ogni riferimento individuale rintracciabile nelle attività dei social media.
    Nello specifico non basta che il cittadino cancelli da solo i suoi commenti o messaggi, nel caso di citazioni altrui questa operazione può essere svolta solo dai gestori degli account.
    Tranne il caso di violazioni di legge, sarà compito delle redazioni eliminare anche tutti i messaggi diretti inviati agli account, a fronte di una specifica richiesta del cittadino.
  2. Devono essere noti i referenti del trattamento dei dati personali anche sui social media.
    Ogni account istituzionale dialoga giornalmente con centinaia di cittadini. Le loro identità sono spesso note e quindi i gestori delle pagine istituzionali hanno la possibilità di individuare questi interlocutori.
    Uno degli elementi presenti all’interno del GDPR è il dovere di rendere noti i nominativi delle persone che trattano questi dati personali.
    All’interno degli account istituzionali dovrà quindi essere reperibile l’informazione relativa ai nominativi dei gestori degli account.
  3. Gli account social media istituzionali, almeno fino all’entrata in vigore di una norma specifica italiana, dovranno rispettare il dettato del GDPR che impedisce la partecipazione degli under 16 senza l’approvazione dei genitori.
    Si dovrà quindi procedere alla realizzazione di una apposita strumentazione online per poter reperire le autorizzazioni genitoriali per tutti gli iscritti con meno di 16 anni d’età dopo il 25 maggio 2018.
    Successivamente si procederà alla verifica di tutti i già iscritti, onde garantire il rispetto di questa prescrizione. Questa operazione necessità di un tempo più o meno lungo a seconda del seguito degli account

Strumenti per le dirette video sui social media

Attrezzatura basica, semplice ed economica, per riprese video stabilizzate in diretta sui social media. I video sono il presente e il futuro della comunicazione interattiva anche nella pubblica amministrazione.

Si tratta di un comune telefono di ultima generazione, di uno stabilizzatore gimbal e di un microfono direzionale, Il costo è accessibile.

Le riprese con questo insieme di strumenti ottengono dei risultati al di sopra delle aspettative e danno un aspetto quasi professionale all’attività social media.

Cosa succede sui social media durante una emergenza come una nevicata

emergenza nevePremesso che non sono un esperto di comunicazione pubblica in una situazione di emergenza, vorrei analizzare le recenti esperienze sui social media delle grandi città italiane durate le scorse nevicate.

Tralasciando le grandi città del nord e del centro nord, dove i cittadini sono sicuramente più abituati a questi eventi, il mio ragionamento si basa in particolare su Roma e Napoli. Dove le nevicate sono assai più rare e dove esiste una presenza consolidata sui social media degli enti locali.

Non a caso Roma ha registrato oltre 8.000 nuovi seguaci su Facebook e Napoli ha avuto oltre 12.000 “mi piace” sui propri post

In ambedue i casi le nevicate sono state di breve e non forte entità, ma hanno messo a dura prova le strutture, a cominciare dai sistemi di trasporto.

La capacità di essere attivi sui social istituzionali è stata la prima risposta ad una situazione di emergenza. Certo le reti televisive hanno ancora fatto da “padrone” nel panorama dei mezzi di comunicazione, ma gli account Facebook e Twitter sono stati molto utili per informare i cittadini direttamente.

Tramite questi mezzi di comunicazione i cittadini hanno potuto dialogare direttamente con le Continua a leggere

I comunicatori pubblici nel nuovo contratto di lavoro delle amministrazioni centrali

Figure professionali specifiche per dipendenti pubbliciDopo la firma e la successiva approvazione del nuovo contratto di lavoro dei dipendenti pubblici delle amministrazioni statali ci sono state molte reazioni. Di soddisfazione per la conclusione di un iter contrattuale inevaso da ormai 9 anni. Per la possibilità di estensione della conclusione contrattuale anche agli altri dipendenti pubblici, sanità, enti locali, ecc. ecc. Per il miglioramento retributivo conseguente e così via.

Nel nostro caso siamo soddisfatti anche perché viene definito meglio il ruolo dei comunicatori pubblici.

In base all’art.95 (il testo completo è alla fine dell’articolo) di detto contratto viene previsto che per favorire la comunicazione istituzionale servono delle figure professionali specifiche.

La prima si dovrà occupare della gestione e coordinamento dei processi di comunicazione esterna ed interna, della comunicazione istituzionale e dei siti internet anche in funzione della trasparenza. Il profilo professionale previsto è “specialista della comunicazione istituzionale”.

La seconda figura professionale si dovrà occupare di gestione dei processi di informazione, dei rapporti con gli organi di informazione e/o delle soluzioni innovative per garantire l’informazione sulle attività delle amministrazioni. Il profilo professionale previsto è “specialista nei rapporti con i media” o “giornalista pubblico”.

La prima valutazione su questo testo è che finalmente cominciamo a ragionare sulla revisione della legge 150/2000, finora unico riferimento per la definizione dei ruoli di comunicazione. In Continua a leggere