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Attività quotidiana di una redazione social

Attività quotidiana di una redazione social media

Capita spesso che mi chiedano come si suddivide l’attività quotidiana di una redazione social media. Non dico l’impostazione del piano editoriale o la definizione degli obiettivi. Molto più semplicemente come si ripartiscono i compiti ogni giorno.

Una delle credenze errate sta nel ritenere che l’attività principale sia la pubblicazione dei post. Niente di più errato. Questa parte dell’attività comporta un 20% dell’impegno complessivo. Quindi il valore di un partecipante alla redazione non si può misurare in numero di post pubblicati.

Prima della pubblicazione abbiamo un 20% dell’impegno legato all’attività di ricerca delle informazioni e alla loro verifica.

Dopo di ciò un altro 20% dell’attività è legato all’individuazione di immagini o meglio video che sostengano il post. Senza questi elementi ormai non c’è nessuna speranza di una diffusione adeguata dell’informazione.

Adesso siamo al momento della pubblicazione online del post. Il 20% dell’attività di cui parlavamo prima. Certo è importante non fare errori e individuare il giorno e l’ora giusta per la pubblicazione, ma quest’aspetto è solo un quinto del lavoro complessivo.

Dopo di ciò scatta la fase più importante per un social media: la gestione delle interazioni. Con la verifica dei commenti, la loro moderazone e la risposta alle domande. Questa parte dell’attività è il 40% dell’attività complessiva, se si vuole gestire un social media adeguato alle richieste. Non secondaria è l’attività di gestione dei messaggi diretti in chat. Da loro gli utenti si attendono sempre risposte anche se non necessariamente positive.

Per moderazione dei commenti si intende l’analisi della congruità con il messaggio del post. La verifica di ogni possibile incursione di troll e il rispetto di un linguaggio civile.

In un precedente articolo avevo descritto il succedersi degli eventi giornalieri di una redazione social media leggi. In questo articolo provo a definire i pesi delle attività. Ovviamente il ruolo del social media manager (vedi descrizione) è determinate per il rispetto di questi rapporti percentuali.

In conclusione come si suddivide l’attività quotidiana di una redazione social media si basa sul mix di quattro attività principali. Dove la pubblicazione dei post è un aspetto percentualmente poco rilevante al fine del valore complessivo dell’attività

I Gruppi FB per una interazione migliore


Come utilizzare le potenzialità dei social media per selezionare e migliorare l’interazione con i cittadini?

Questa domanda è stata posta da due vigorose e intraprendenti dipendenti pubbliche di un Municipio romano, Rita Salvini e Cristina Chiappa. Il loro progetto per realizzare un centro di documentazione e di confronto finalizzato agli operatori e agli utenti delle scuole gestite dall’amministrazione, aveva bisogno di uno strumento comunicativo adatto.

Dopo aver vagliato varie ipotesi, un blog dedicato, una pagina Facebook specifica, hanno optato per la realizzazione di un Gruppo chiuso Facebook ad hoc.

Perché un Gruppo chiuso su FB?

La scelta del Gruppo FB è principalmente legata alla possibilità di definire i partecipanti e le loro condizioni di interazione. Il Gruppo chiuso presuppone una visibilità universale ma una possibilità di partecipazione legata alla gestione degli inviti.

Tutti sanno che esiste, ma solo chi ha un motivo può partecipare alle attività.

Facebook offre gratuitamente uno strumento potenzialmente formidabile per far incontrare online persone con uno stesso interesse, anche se con caratteristiche diverse.

In questo caso si trattava di far interagire gli operatori delle scuole primarie di un municipio di Roma Capitale con i genitori degli alunni.

Il Gruppo FB permette appunto di selezionare, attraverso una iscrizione richiesta e, nel caso, accettata dagli amministratori. Sia gli addetti delle scuole che i genitori degli alunni possono interagire con i partecipanti al Gruppo e magari proporre temi da inserire nella discussione.

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Valorizzare un evento sui social media

Questo è il racconto di come ci siamo organizzati per valorizzare un evento sui social media di due amministrazioni pubbliche, in collaborazione con una associazione privata.

Di quale evento parliamo

L’evento in questione è un corteo in costume organizzato dall’associazione Gruppo Storico Roma. Dedita da anni alla rappresentazione di appuntamenti dedicati alla Roma antica e/o imperiale.

Valorizzare un evento sui social media
Circo Massimo – Roma 2019

Ogni anno, per il Natale di Roma, allestiscono un campo presso il Circo Massimo a Roma. Dove riproducono alcune scenografie di quei periodi. Notevoli sono i costumi dei partecipanti, da loro realizzati con grande passione e cura dei particolari. L’attendibilità delle ricostruzioni e degli effetti prodotti è verificata. Visto che fanno parte dell’associazione alcuni professori universitari, specializzati in storia antica.

Quest’anno , insieme all’associazione Instagram @Igers.Roma e al Parco Archelogico del Colosseo @ParcoColosseo, abbiamo pensato di seguire uno degli eventi in programma. Nello specifico la sfilata in costume svoltasi il 22 aprile mattina. Il corteo è partito dal Circo Massimo. A seguito un percorso che lo ha portato sotto il Campidoglio. Poi su Via dei Fori Imperiali. Ha girato intorno al Colosseo, per poi tornare al Circo Massimo.

I tipi di strumenti social media utilizzati per rappresentare al meglio quanto accadeva sono stati nell’ordine. storie su Instagram e dirette video su Facebook e Twitter

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Lo storytelling salverà la reputazione dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni

storytelling delle PAPer molti cittadini i dipendenti delle pubbliche amministrazioni non sono all’altezza delle aspettative. Raccontare con video storytelling le attività può far recuperare la reputazione dei lavoratori da parte degli utenti.

In un recente concorso interno a Roma Capitale, denominato “Buone pratiche in Comune”, un progetto basato su questa semplice proposta è risultato tra i vincitori. Per il bando sono stati presentati anche molti altri progetti destinati a valorizzare le capacità dei dipendenti interni all’amministrazione.

Il progetto vincente

Secondo la proposta che descrivo, il personale degli uffici dell’amministrazione parteciperà ad una ipotesi di video con cui raccontare nel dettaglio alcune singole procedure. In questo modo i dipendenti possono rappresentare come, nella maggior parte dei casi, vogliano fornire un servizio all’altezza delle aspettative.

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Innovazione della PA, cosa farne ?

cosa fare di tutta questa innovazioneGli ultimi 20 anni della pubblica amministrazione

Molti fattori hanno profondamente cambiato la pubblica amministrazione italiana negli ultimi venti anni. Modifiche normative, interventi strutturali,  innovazioni tecnologiche e procedurali, sono gli elementi caratteristici di questo periodo. Il risultato è che non ci sono paragoni con il funzionamento delle PA precedenti. I cittadini sono sempre più al centro dell’attenzione delle PA, anche grazie all’innovazione. La rete permette un accesso più semplice alle attività delle PA. Le scelte organizzative hanno destinato molte risorse economiche e di personale verso l’innovazione. Ora la domanda è più precisa, cosa farne di tutta l’innovazione realizzata o in programma.

La burocrazia come termine dispregiativo

In Italia il termine burocrazia é inteso come peso sulla collettività. Io sono nato a Trieste, nella città di questo paese dove hanno inventato la burocrazia moderna e l’hanno resa uno strumento a favore dei cittadini. Come regolatore dei rapporti civili e strumento di garanzia per tutti gli abitanti. Le attività delle PA hanno invece spesso rovesciato questa visione. Alcune PA trattano ancora gli utenti, i cittadini, con poco rispetto. Senza la considerazione che sono loro che pagano gli stipendi ai dipendenti pubblici. Come risultato si ottiene solo una generale considerazione negativa dei dipendenti pubblici. In qualche caso un vero e proprio disprezzo. I dipendenti subiscono questa pessima reputazione e diventano ulteriormente negativi verso i cittadini. Un spirale crescente, difficile da fermare.

L’innovazione

L’innovazione permette di recuperare questa separazione tra cittadini e amministrazioni pubbliche. Riduce i tempi di attesa. Garantisce maggiore trasparenza. Favorisce l’accesso ai servizi di molti più cittadini che nel passato. Tutti elementi positivi, ma a cosa può servire in conclusione? A rovesciare l’immagine che gli utenti hanno dei servizi pubblici. Altrimenti è solo un esercizio di stile. Fatto per compiacere alcuni dipendenti e molte ditte private.

Le scelte legate all’innovazione devono essere orientate per rendere non solo più semplici le PA, ma principalmente per farle essere più umane.

Se un sito web, un account social, una procedura online, sono realizzati per facilitarne l’uso, vanno bene. Altrimenti sono controproducenti. Inutile spendere soldi e risorse se non mettiamo al centro la metodologia d’uso. Se non consideriamo il feedback deli utenti. Se non ci mettiamo dalla parte dei cittadini. In coclusione se non trasformiamo la burocrazia in un termine positivo.