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Cosa succede sui social media durante una emergenza come una nevicata

emergenza nevePremesso che non sono un esperto di comunicazione pubblica in una situazione di emergenza, vorrei analizzare le recenti esperienze sui social media delle grandi città italiane durate le scorse nevicate.

Tralasciando le grandi città del nord e del centro nord, dove i cittadini sono sicuramente più abituati a questi eventi, il mio ragionamento si basa in particolare su Roma e Napoli. Dove le nevicate sono assai più rare e dove esiste una presenza consolidata sui social media degli enti locali.

Non a caso Roma ha registrato oltre 8.000 nuovi seguaci su Facebook e Napoli ha avuto oltre 12.000 “mi piace” sui propri post

In ambedue i casi le nevicate sono state di breve e non forte entità, ma hanno messo a dura prova le strutture, a cominciare dai sistemi di trasporto.

La capacità di essere attivi sui social istituzionali è stata la prima risposta ad una situazione di emergenza. Certo le reti televisive hanno ancora fatto da “padrone” nel panorama dei mezzi di comunicazione, ma gli account Facebook e Twitter sono stati molto utili per informare i cittadini direttamente.

Tramite questi mezzi di comunicazione i cittadini hanno potuto dialogare direttamente con le Continua a leggere

I comunicatori pubblici nel nuovo contratto di lavoro delle amministrazioni centrali

Figure professionali specifiche per dipendenti pubbliciDopo la firma e la successiva approvazione del nuovo contratto di lavoro dei dipendenti pubblici delle amministrazioni statali ci sono state molte reazioni. Di soddisfazione per la conclusione di un iter contrattuale inevaso da ormai 9 anni. Per la possibilità di estensione della conclusione contrattuale anche agli altri dipendenti pubblici, sanità, enti locali, ecc. ecc. Per il miglioramento retributivo conseguente e così via.

Nel nostro caso siamo soddisfatti anche perché viene definito meglio il ruolo dei comunicatori pubblici.

In base all’art.95 (il testo completo è alla fine dell’articolo) di detto contratto viene previsto che per favorire la comunicazione istituzionale servono delle figure professionali specifiche.

La prima si dovrà occupare della gestione e coordinamento dei processi di comunicazione esterna ed interna, della comunicazione istituzionale e dei siti internet anche in funzione della trasparenza. Il profilo professionale previsto è “specialista della comunicazione istituzionale”.

La seconda figura professionale si dovrà occupare di gestione dei processi di informazione, dei rapporti con gli organi di informazione e/o delle soluzioni innovative per garantire l’informazione sulle attività delle amministrazioni. Il profilo professionale previsto è “specialista nei rapporti con i media” o “giornalista pubblico”.

La prima valutazione su questo testo è che finalmente cominciamo a ragionare sulla revisione della legge 150/2000, finora unico riferimento per la definizione dei ruoli di comunicazione. In Continua a leggere

La “dottrina Gianni Morandi” applicata nelle pubbliche amministrazioni

dottrina Gianni MorandiIn questo testo vorrei descrivere come negli anni sono stati costruiti i sistemi di relazione tra l’amministrazione e cittadini attraverso i social media nella Capitale d’Italia. Il mio sarà il racconto di un’esperienza pluridecennale di gestione dei social di una pubblica amministrazione.

Chiamiamo “dottrina Gianni Morandi” quell’insieme di comportamenti nell’interazione sui social che il famoso cantante ha fatto diventare un esempio. Spesso quando si pubblicano contenuti sugli account che che prendono in qualche modo una posizione su temi sociali o di interesse generale, si provocano delle conseguenze. Queste ultime sono a volte un insieme di insulti e di minacce a chi si è espresso.

Nei confronti di questi comportamenti violenti e aggressivi quasi sempre si risponde ignorando chi li ha digitati. Qualche volta “bannando”, cioè escludendo dalla partecipazione alle attività del social, la persona responsabile degli attacchi.

Gianni Morandi ci ha insegnato che c’è un’altra via. Quella di rispondere con calma e moderazione, saltuariamente con ironia, anche alle espressioni più pesanti.
Nel più delle volte si ottiene il risultato di abbassare i toni e riportare la discussione su un terreno più conviviale. Il più delle volte non vuol dire sempre, comunque molte di più di quanto ci si possa aspettare.

Sono diventate leggendarie le risposte del famoso cantante a chi gli augurava di morire. Gli ha risposto chiedendo dei fiori specifici da posizionare sulla sua tomba. L’ironia disarma anche il più feroce detrattore, il più delle volte.

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Una storia Instagram lunga 48 ore

Storia Instagram 48hMetti che una amministrazione pubblica voglia realizzare una iniziativa culturale, articolata su decine di eventi, lunga 24 ore.

Metti che voglia rilanciare sul web tutti gli eventi. Viene così realizzata una campagna di comunicazione basata su un sito dedicato e sulla presenza sui social media di tutte le iniziative.

Queste sono a cura di una decina di istituzioni culturali diverse, ma tutte finalizzate alla realizzazione di una presenza sul territorio molto puntuale.

Tutto questo viene prodotto, con buoni risultati, con decine di migliaia di visualizzazioni sul sito dedicato e sui social media più diffusi.

Metti che si voglia fare di più e si costruisce una storia Instagram lunga 48 ore per raccontare la maggior parte degli eventi in tempo reale.

Si comincia alle 20 di sera con una prima storia sull’avvio dell’iniziativa e si continua nelle successive 24 ore con aggiunte alla storia, circa ogni mezzora, per un complesso di 30 video o foto specifici. I video e le foto sono stati realizzati dagli addetti alle iniziative e centralizzati tramite una chat.

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Non si sommano i cavoli con le pere

Le città europee su Facebook ultima settimana di novembre 2017Quando imparavamo la matematica ci hanno insegnato che non si possono sommare cavoli con le pere. Anche quando si fanno le analisi degli account social media bisogna ricordarsi la regola di confrontare dati omogenei.

Qualche giorno fa è uscito un articolo su importante giornale nazionale che voleva fare un raffronto sulle attività social nelle città europee.

Secondo l’articolo Roma sarebbe la prima città italiana per attività social, ma dietro le altre capitali europee.

L’immagine allegata, presa dai dati ufficiali di Facebook, evidenzia una realtà ben diversa. Roma è la seconda città, dopo Parigi, nella graduatoria che utilizza un mix di “mi piace” e interazioni, per valutare l’attività su questo social media. Il giornalista che ha scritto l’articolo metteva Roma al sesto posto.

L’autore dell’articolo ha probabilmente confrontato non solo gli account ufficiali delle città, ma tutto quello che in qualche modo poteva essere ricondotto alle attività social nelle capitali europee. Quando tirava in ballo l’account FB della città di Barcellona, che non esiste, Continua a leggere