Codice dell’Amministrazione Digitale: il problema delle connessioni tra amministrazioni

Sistema pubblico di connettivitàDopo circa due mesi dalla promulgazione del Codice dell’Amministrazione Digitale da parte del Governo, tramite il Decreto legislativo 30 dicembre 2010 n.235, possiamo fare alcune considerazioni. Questo testo normativo sarebbe una vera rivoluzione per le attività delle Pubbliche Amministrazioni, Le procedure previste renderebbero realmente “trasparenti” le strutture pubbliche e permetterebbe una interazione molto avanzata con gli uffici. Per tutti quelli in attività dentro le strutture, diventa indispensabile interpretare la natura delle procedure avviate con il decreto e intervenire sulle sue applicazioni. Tale analisi ha l’obiettivo di comprendere se le disposizioni sono realmente foriere di novità o possiamo incamerarle nel libro dei sogni. Un aspetto potrebbe essere determinate al fine di una valutazione positiva del decreto. Mi riferisco al tema della connessione tra amministrazioni. Gran parte delle disposizioni presenti nel Codice, per essere operative hanno bisogno di un sistema di connessione tra le strutture pubbliche. Quando si dice “il cittadino fornirà una sola volta i propri dati alla pubblica amministrazione” e “sarà onere delle amministrazioni” recuperarle, si intende la possibilità di una qualsiasi amministrazione di recuperare i dati del cittadino online. Operare quindi su un sistema informatico interconnesso e omogeneo. Per realizzare tale obiettivo già nel 2005 è stata istituita una commissione di coordinamento per il Sistema pubblico di connettività. Tale commissione, composta per decreto legislativo di 17 componenti, ha il compito d’individuare le procedure per realizzare le connessioni. Far comunicare tra loro le diverse amministrazioni con standar compatibili è il problema. Stiamo parlando di amministrazioni sovrane, spesso gelosissime delle loro prerogative. Strutture che gestiscono dati anche molto “sensibili”, secondo i criteri della salvaguardia della riservatezza. Con procedure costruite in anni e anni di lavoro. Con l’impegno, spesso solitario, di decide di professionisti. Con l’uso di ingenti risorse economiche e di personale. Un processo d’integrazione richiederà necessariamente ad alcune amministrazioni di rinunciare ai propri sistemi in favore di altri. Questa operazione non sarà semplice e indolore. Se il nuovo decreto, da emanare prossimamente per la definizione della nuova commissione, non conterrà elementi d’autorità della commissione sulle amministrazioni, tutto il progetto diventerà un esercizio di stile.

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