La Cassazione contro l’innovazione?

lavorare gratis per l'innovazioneSecondo la Cassazione un dipendente pubblico che ha prodotto un software per il proprio ente al di fuori del proprio orario di lavoro, non ha diritto ad un indennizzo. La sentenza n.15534 del 2012 interviene in merito ad una controversia legale tra un lavoratore e l’Inpdap. Il dipendente ha realizzato un software per il calcolo delle indennità di servizio, utilizzato poi in tutto l’ente. Questo lavoro è stato svolto al di fuori del proprio orario di lavoro e, vista la diffusione dell’utilizzo, ha portato ad una richiesta economica per il contributo svolto. La Cassazione ha stabilito che, essendo stato realizzato al di fuori del proprio orario, il dipendente non aveva diritto a nessun riconoscimento economico.
Certo è divertente, un software per calcolare le indennità che non porta a nessuna indennità. Ma veniamo all’aspetto saliente delle conseguenze della sentenza. Sappiamo già del progressivo inglobamento nell’attività comune dei dipendenti, di tutte quelle mansioni, commissioni, gruppi di lavoro, ecc. ecc., nel passato valutate diversamente. Giò da alcuni anni e progressivamente sempre di più, saranno considerate parte dei compiti d’istituto anche le attività che producevano un reddito aggiuntivo.
Adesso anche quei lavori svolti fuori dall’ufficio, non potranno essere retribuiti.
Il problema non è solo economico. Stiamo parlando di innovazioni. Un dipendente che permette una migliore funzionalità dell’ufficio realizzando un software gestionale, dovrebbe essere premiato. Negarli anche il diritto ad un compenso economico, riduce le possibilità d’espansione di queste buone prassi.
In un momento di grandi difficoltà economiche, questa sentenza rischia di avvantaggiare il ricorso ad attività di societa esterne alle amministrazioni. Invece di utilizzare le professionalità interne alle P.A., sarà necessario pagare esterni per compiere alcune modifiche o intergrazioni alle procedure. La Cassazione ha sicuramente analizzato la legislazione vigente. Probabilmente sono proprio le leggi attuali che non sono più in sintonia con l’attuale mondo informatico e con le trasformazioni delle P.A.
Una soluzione possibile al momento attuale è quella di consigliare ai dipendenti “geniali” di far firmare almeno una licenza d’uso gratuita ai propri enti. Almeno in questo modo non si vedrebbero scavalcati da imprenditori astuti che mettano in vendita il prodotto realizzato dagli stessi dipendenti.

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