Le campagne di comunicazione per eventi sono obsolete. Cosa succede nella PA

ADOBE DIGITAL BRIEFING CROSS-CHANNELIl 22 giugno 2016 si è svolto a Roma un convegno di Adobe sul tema della comunicazione multicanale. (leggi)

L’appuntamento di sicuro interesse anche per un comunicatore pubblico come me, ha evidenziato alcune specificità delle campagne di comunicazione che meritano una riflessione.

Vado sempre, quando posso, agli appuntamenti di Adobe, perchè mi permette di uscire dalla solita visione delle cose. L’effetto della partecipazione è quello di “salire” su un poggio elevato e vedere le cose da un altro punto di vista. Una ventata di aria fresca invece delle solite beghe quotidiane.

Tra l’altro ho avuto modo di apprezzare delle magnifiche slide preparate da Stephanie Maziol @smaziol. Raramente mi capita di avere la possibilità di seguire un intervento con una grafica così adeguata all’uso delle presentazioni video.

Il primo aspetto da rimarcare nell’ambito del convegno è stato il ragionamento sulla multicanalità delle campagne di comunicazione come imperativo per il successo delle stesse. Questo tipo di scelta è ormai una prassi consolidata anche nella gran parte delle pubbliche amministrazioni italiane.

Le attività degli enti vengono sostenute con campagne di comunicazione che utilizzano alcuni canali tradizionali, come i manifesti, le locandine, gli opuscoli, ecc. ecc. insieme all’acquisto di spazi sui giornali o alle fermate delle metro. A questi si aggiungono le trasmissioni di palinseti radio, la pubblicazione sui siti web e di post sui social media dell’amministrazione.

Certo un ventaglio molto ampio di mezzi di comunicazione. Il criterio della multicanalità è ormai patrimonio diffuso nella pubblica amministrazione. Sicuramente si possono migliorare le prestazioni di queste attività. A partire dal monitoraggio dei risultati ottenuti dalle campagne stesse.

Il secondo aspetto del convegno, la trasformazione delle campagne per eventi in processi duraturi e distribuiti durante tutto l’anno, é invece ancora molto lontano da realizzarsi. Nelle amministrazioni pubbliche si costruiscono campagne di comunicazione basate su un insieme di eventi e non la realizzazione di eventi a sostegno delle campagne di comunicazione. Sembra solo una sottigliezza linguistica ma è invece il segno di un approccio molto diverso.

Nelle imprese private sono arrivati alla conclusione della maggiore redditività delle campagne di comunicazione costruite per durare uno o più anni, articolate nel tempo con una loro strutturazione per costruire una fidelizzazione degi clienti.

Nelle pubbliche ammnistrazioni quasi sempre si continua a realizzare il sostegno a singoli eventi senza collegarli tra loro. Spesso, temo, per incapacità di programmazione.

L’incertezza del quadro politico complessivo certo non aiuta per la realizzazione di campagne di comunicazione durature. Soprattutto la ricerca del consenso immediato mina la possibilità di una fidelizzazione duratura nel tempo.

La mancanza di una strategia comunicativa complessiva rende poi molto difficile evidenziare il percorso di attività che si vuole realizzare.

Tranne poi, in caso di sconfitta alle elezioni, ripetere la stanca tiritera di “non siamo stati capaci di raccontare le cose che abbiamo fatto”.

Non serve occupare più spazi comunicativi per raccontare le proprie attività, bisogna saperli usare meglio e favorire l’interazione.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*