Maker Faire Roma un salto nel futuro

Maker Faire Roma 2015Una giornata al Maker Faire di Roma é come un salto nel futuro. Non solo perchè sono esposte molte delle tecnologie e delle invenzioni che segneranno il nostro futuro, ma anche per l’atmosfera che la circonda.

Il primo approccio non é stato dei migliori. L’acquisto dei bigletti online non é una operazione semplice e praticabile. Non c’erano indicazioni ben posizionate per indicare l’ingresso. La fila per entrare mi ha portato via un bel po’ di tempo. Alla fine però sono entrato e ho incontrato il futuro.

Non parlo soltanto di tutte le meraviglie viste, mi riferisco all’ambiente che ho trovato. Intanto il livello d’età é molto basso, la lingua principale é l’inglese, l’approccio con il mondo del lavoro é molto diverso da quello a cui siamo abituati.

Quasi nessuno dei partecipanti avrà la possibiltà di avere un posto di lavoro fisso. Si sono abituati ad essere parte di un mondo del lavoro fondato sulla precarietà e sulla mobilità. Tutto questo movimento ha però creato le condizioni per il massimo sviluppo delle capacità innovative. Probabilmente questo sarà vissuto in molti momenti con angoscia da questi innovatori, ma non sembrava che lo lasciassero trasparire.

I prodotti esposti, tutti rappresentati in lingua inglese, sono spesso delle meraviglie che non ti aspetti. Continuo a non capire cosa potrei farmene di una stampante 3D, oltre a produrre inutili gadget, ma questo é l’uso individuale di questo strumento. Per altri scopi é sicuramente molto interessante.

Come si sviluppano i robot, sia terrestri che droni volanti, é veramente affascinante. Sembra d’entrare in un capitolo di Guerre Stellari. Il lato più entusiasmante é verificare direttamente l’interazione con i bambini presenti.

Tutto il settore dello sviluppo artistico e musicale con le nuove tecnologie é sicuramente l’aspetto più variegato di una esposizione già estremamente diversificata.

Bisogna assolutamente andarci, passando tra l’innomerevoli altri partecipanti, per assaporare un pezzo di futuro in mezzo a noi.

Due ultime considerazioni. Roma è una grande città, piena di contraddizioni. Da una parte accoglie nei giardini dell’Università questa esposizione, dall’altro emergono le vicende della mala gestione dei servizi pubblici con grave scorno dei cittadini.

L’altro pensiero va a quei ragazzi che hanno protesto davanti ai cancelli e si sono scontrati con la polizia. Non siate troppo duri con loro. A loro il futuro appare più incerto che ad altri. Sono spaventati da quello che vivono e reagiscono nell’unico modo a loro possibile, ma sono parte del nostro futuro come quelli che giravano negli stand con gli occhi spalancati.

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