Scrivere un post di qualità nei social delle PA

Tutti quelli impegnati nel popolare gli account social delle pubbliche amministrazioni sono alla ricerca della migliore qualità dei contenuti pubblicati. Non esiste una redazione social media perfetta, ma può esserci una che ricerca la performance ottimale.

In base alle esperienze fatte, possiamo così stilare una lista di 10 regole per definire un contenuto di valore da pubblicare sui social media di una pubblica amministrazione.

  1. Individuare il tema da pubblicare
    Su questo aspetto sono molte le ricette. Per quanto mi riguarda ritengo che la migliore soluzione sia quella di fornire informazioni sulle attività dell’amministrazione ove si lavora. Chi segue l’account vuole principalmente essere informato in tempo reale delle decisioni e degli atti dell’amministrazione.
  2. Definire bene i tempi di pubblicazione
    Nulla è più sbagliato di fornire informazioni in modo tardivo oppure troppo anticipate rispetto alla loro reale attivazione. Se un servizio viene erogato da una certa data, bisogna informare a ridosso di quel periodo temporale. Mai comunicarlo dopo molto tempo, oppure prima che sia di interesse.
  3. Predisporre gli strumenti per realizzare un serio feedback delle notizie
    Prima di postare una notizia, assicurarsi sempre di avere i canali e le informazioni per poter rispondere alle domande poste dagli utenti. Queste non sempre possono essere tempestive, ma mai dimenticare di rispondere quando le informazioni sono disponibili. Gli account social delle pubbliche amministrazioni dovrebbero servire a fornire gli elementi con cui la stessa struttura possa adeguare una attività in funzione delle domande e/o delle osservazioni poste dagli utenti. Questo è molto difficile da realizzare. Spesso perché nelle PA  il ruolo dei social media viene spesso interpretato come un fastidio invece di una risorsa.
  4. Utilizzare grammatiche e sintassi diverse secondo lo strumento utilizzato.
    Spesso si copia e incolla il comunicato stampa, o una parte di esso, per redigere i post. Nel caso dei tweet gli errori sono ancora più grossolani. Bisogna necessariamente corrispondere allo strumento il giusto messaggio da comunicare. Per esempio sui video la loro lunghezza temporale deve essere diversa. Senza particolari limiti per youtube, massimo due/tre minuti per facebook, 30 secondi per twitter e 14 secondi per instagram.
  5. Il messaggio deve essere comprensibile a tutti i cittadini.
    Deve essere scritto in modo semplificato e non in burocratese. Deve avere delle immagini o un video esplicativo. Magari anche nel linguaggio dei segni come l’esempio di sopra.
  6. Possibilmente, nel caso di account di una città, dare anche spazio a iniziative del territorio, non necessariamente sponsorizzate dall’amministrazione. Questa attività di informazione crea comunque un interesse per l’account. Permette l’interazione con realtà territoriali che hanno a cuore il proprio sito di interesse.
  7. Non seguire le polemiche politiche.
    Per questo bastano gli account personali degli amministratori. I social media istituzionali sono pagati da tutti i cittadini e devono essere imparziali.
  8. Applicare la “dottrina Gianni Morandi” sui commenti e/o sui messaggi.
    Rispondere a tutti, anche agli insulti, con calma e pacatezza, nel merito del problema. Ricordandosi sempre che le parolacce non sono destinate ai redattori, anche se a volte questa operazione è faticosa.
  9. Rispondere a tutti i messaggi e/o commenti, anche quando sembrano fuori luogo.
    Solo nel caso di post politici si deve seguire il punto 7.
  10. Organizzare il lavoro in modo che ci sia una copertura temporale di attività social la più lunga possibile.
    Teoricamente il massimo sarebbe dalle 8.00 alle 20.00 per sette giorni alla settimana.

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