Sostituire Amministrazione Trasparente con Come Fare Per

da Amministrazione trasparente a Come fare perDal prossimo dicembre le amministrazioni pubbliche dovrebbero sostituire la sezione dei portali denominata “amministrazione trasparente” con una chiamata “come fare per”. Ciò in conseguenza di uno studio del Dipartimento della funzione Pubblica che ha evidenziato i limiti di accessibilità di questa sezione in molti siti.

Giusto l’altro giorno ho fatto una ricerca per individuare i contenuti di un contratto di servizio tra una pubblica amministrazione e una società in house. Sul sito dell’amministrazione non ho recuperato il file, individuato invece sul sito della società. Peccato fosse un PDF non con le specifiche /A e per di più realizzato da una immagine e quindi con i contenuti testo non ricercabili. Mi sono dovuto leggere tutte le circa 150 pagine per verificare il contenuto. Non è certo un bell’esempio di trasparenza.

Nel passato già esistevano sezioni dei siti o dei social denominate “Come fare per”. In realtà non erano contenitori di documenti per la trasparenza se non in parte. Erano principalmente delle FAQ destinate agli utenti per facilitare l’approccio ai servizi. Quando sono state eliminate e non sostituite è stato un bel contributo all’allontanamento delle amministrazioni dai cittadini.

La sezione “amministrazione trasparente” è conseguente alle indicazioni della c.d. legge Brunetta poi sistematizzate dal  DECRETO LEGISLATIVO 14 marzo 2013, n. 33 Riordino della disciplina riguardante gli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni. Con questo strumento normativo dovevamo avere un più facile accesso alle attività delle PA con particolare riferimento agli elementi di spesa e di utilizzo delle risorse pubbliche.

La amministrazioni hanno fatto del loro meglio e in qualche caso del loro peggio per rispettare questa norma. Molti siti hanno addirittura un rinvio ad una pagina di ricerca per individuare il documento richiesto. Dove se non conosci gli estremi dell’atto, fallisci miseramente nella ricerca. In altri casi, teoricamente migliori del precedente, vieni rinviato ad una pagina ove trovi i documenti linkabili da un lunghissimo elenco tabellare. Di fatto questi sistemi apparentemente soddisfano i requisiti del decreto, ma non facilitano per niente la ricerca ai cittadini.

Altro elemento su cui spendere alcune osservazioni è relativo all’uso dei PDF. La stragrande maggioranza dei siti mette a disposizione dei cittadini i documenti in formato PDF. Teoricamente questo formato è visualizzabile da qualsiasi dispositivo, ma ci sono delle limitazioni.
In primo luogo se il PDF è il frutto di una scansione ad immagine (jpg, bmp o altro) non è possibile fare una ricerca sul testo contenuto. Nel caso di documenti molto lunghi questa è una limitazione veramente grave.
Altra limitazione è l’uso limitato dei PDF/A. Tale formato ISO 19005-1:2005 è uno standard ISO pubblicato il 1º ottobre 2005 ed è stato definito per la conservazione dei documenti sul lungo periodo e per i requisiti dei software di lettura dei file. Di fatto garantisce l’uniformità dei documenti e la loro leggibilità da tutti i sistemi operativi.

All’inizio di questo testo ho usato la parola “dovrebbero” modificare le sezioni “Amministrazione Trasparente” con “Come fare per”  perché alla fine di ottobre non vedo una discussione e/o  gruppi di lavoro impegnati in tale direzione. Principalmente per una cronica vischiosità delle PA che reagiscono lentamente, ma anche perché non tutti nella PA sono così favorevoli alla trasparenza.

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