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Vuoi essere assunto? Dammi login e password di Facebook

PasswordFacebookA proposito dei controlli sull’attività online dei dipendenti da parte dei dirigenti, si è aperto un nuovo fronte. La recente scoperta della richiesta ai dipendenti, da parte di alcune aziende americane, del login e password degli account Facebook per essere assunti, ha creato una grande discussione. La reazione di Facebook è stata immediata. Il social network ha ricordato come la diffusione delle credenziali di accesso sia elemento per sospendere o chiudere l’account. Questa presa di posizione è in linea con la riprovazione generalizzata di questa prassi. In passato c’era stato un primo passo in questo senso. Ai dipendenti veniva imposto di accettare i dirigenti come “amici” sul proprio account Facebook. In questo modo si potevano controllare i post. Ma rilevare login e password è una vera mania persecutoria. Va bene che le società si tutelino, abbiamo visto come la giurisprudenza italiana ha sancito il diritto delle società (leggi), ma Continua a leggere

La Cassazione sulle modalita’ dei controlli sulle email dei dipendenti

Controllo in ufficioUna delle questioni più controverse nei luoghi di lavoro, anche pubblici, è la possibilità del controllo sull’uso delle mail da parte dei lavoratori. Lo Statuto dei lavoratori impedisce che ci siano controlli sistematici e permanenti ai danni dei dipendenti da parte di datori di lavoro. Spesso però questo vincolo viene superato con la giustificazione della necessità del segreto d’ufficio. Una recente sentenza della Cassazione, sezione lavoro, ha dato una intrepretazione abbastanza chiara delle possibilità o meno che questi controllo vengano effettuati. La sentenza ha ribadito l’impossibilità di attuate controlli permanenti nei confronti delle mail dei dipendenti, ma conferma la possibilità di verifiche a posteriori sull’uso delle stesse ai danni della struttura da cui dipendono i lavoratori. Questo principio può essere ritenuto congruo. Perchè garantisce le prerogative d’indipendenza dei dipendenti, non sottoponibili ad un “grande fratello”. Contemporaneamente garantisce la difesa degli interessi della struttura nel caso sia Continua a leggere

The right to be forgotten

 

EuroBarometerPubblicata la proposta (leggi documento) della Commissione europea per norme unitarie a tutela della privacy in rete. La proposta introdurrebbe un unico insieme di norme fornendo alle persone maggiore controllo su come i propri dati personali è gestito e utilizzato.
Una recente indagine sugli atteggiamenti in materia di protezione dei dati nell’UE ha rilevato che: 2 su 3 gli europei sono preoccupati che le società di condividere i propri dati personali senza il loro permesso, 9 su 10 vogliono gli stessi diritti di protezione dei dati in tutta Europa.
Per rispondere a queste preoccupazioni, la Commissione propone di aggiornare la Continua a leggere

Chi minaccia la mia privacy?

penna usbL’occasione è stata la perdita di una penna usb con molti dati registrati. Appena scoperta l’assenza, il primo pensiero è andato a tutti i dati persi. Ho cercato di fare mente locale su quello che era archiviato. Se ci fossero perdite irreparabili. Anni di attività informatica mi hanno predisposto al salvataggio dei dati importanti. Quando realizzo qualcosa, in formato testo o grafico, faccio sempre una o più copie del file su supporti diversi. Quindi nessuna perdita irreparabile conseguente allo smarrimento della penna usb. Però c’erano anche dati personali in quelli archivi. Dopo il primo scoramento, questo è diventato il problema più importante. Attraverso la lettura dei dati contenuti sulla penna, possono risalire ad aspetti della mia vita che non vorrei condividere? Ho memorizzato questi dati con strumenti a prova d’intrusione? Nessuno può avere la Continua a leggere

Nuove regole dell’Unione Europea per i social network

Approvata una risoluzione dei garanti della privacy del Parlamento europeo per proteggere i dati personali nei social network. Vista la rapida espansione degli strumenti comunicazione sociale la UE prova a regolare la diffusione dei dati personali. Vai al sito pubblicaamministrazione.net per il commentocompleto.