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Social media istituzionali e community

communityPossiamo considerare ormai archiviate le polemiche sull’apertura dei canali social media anche nelle pubbliche amministrazioni. Certo ci saranno ancora resistenze e vischiosità, ma finalmente è maggioritaria l’idea che anche le PA debbano essere presenti sui social media.

In molti enti piccoli o piccolissimi esiste un problema strutturale che in molti casi impedisce la messa in atto di questi strumenti. Bisognerà individuare altre forme organizzative, ma non c’è più l’ostilità preconcetta di una volta.

Quando abbiamo aperto il primo account social media nell’amministrazione dove lavoro, anno 2008, sono cominciate le risatine di scherno e le battute. Se avessi preso un euro per ciascuna battuta o risata, avrei i soldi per comprarmi una moto nuova. Ora la situazione è molto cambiata, ma ancora mi ricordo che il maggior sostegno fu: “sono contraria, ma se proprio lo vuoi fare”.

Fatta questa premessa ricordiamo che il compito principale degli account istituzionali è, e rimarrà, quello di fornire informazioni sulle attività dell’ente. Superate le difficoltà iniziali ora bisogna però fare un salto di qualità e aprirsi alle community della rete per essere completi.

Con il termine community si indicano quelle strutture e/o organizzazioni che si raccolgono su temi specifici e operano sul territorio in questo senso. In molti casi i social media sono gli strumenti di reclutamento e/o di organizzazione di queste community

In un ente locale i servizi ai cittadini vengono erogati “dalla culla alla tomba”. Spesso è molto Continua a leggere

Strumenti per le dirette video sui social media

Attrezzatura basica, semplice ed economica, per riprese video stabilizzate in diretta sui social media. I video sono il presente e il futuro della comunicazione interattiva anche nella pubblica amministrazione.

Si tratta di un comune telefono di ultima generazione, di uno stabilizzatore gimbal e di un microfono direzionale, Il costo è accessibile.

Le riprese con questo insieme di strumenti ottengono dei risultati al di sopra delle aspettative e danno un aspetto quasi professionale all’attività social media.

Cosa succede sui social media durante una emergenza come una nevicata

emergenza nevePremesso che non sono un esperto di comunicazione pubblica in una situazione di emergenza, vorrei analizzare le recenti esperienze sui social media delle grandi città italiane durate le scorse nevicate.

Tralasciando le grandi città del nord e del centro nord, dove i cittadini sono sicuramente più abituati a questi eventi, il mio ragionamento si basa in particolare su Roma e Napoli. Dove le nevicate sono assai più rare e dove esiste una presenza consolidata sui social media degli enti locali.

Non a caso Roma ha registrato oltre 8.000 nuovi seguaci su Facebook e Napoli ha avuto oltre 12.000 “mi piace” sui propri post

In ambedue i casi le nevicate sono state di breve e non forte entità, ma hanno messo a dura prova le strutture, a cominciare dai sistemi di trasporto.

La capacità di essere attivi sui social istituzionali è stata la prima risposta ad una situazione di emergenza. Certo le reti televisive hanno ancora fatto da “padrone” nel panorama dei mezzi di comunicazione, ma gli account Facebook e Twitter sono stati molto utili per informare i cittadini direttamente.

Tramite questi mezzi di comunicazione i cittadini hanno potuto dialogare direttamente con le Continua a leggere

Anche le PA devono stare al passo con le tendenze future dell’utilizzo della rete

Italiani sulla reteSecondo il  rapporto ‘Internet in Italia – I Trend del 2017‘ pubblicato da comScore ormai la maggioranza degli italiani utilizza sistemi mobili (smartphone e tablet) per collegarsi alla rete. In più gli strumenti usati sono prioritariamente le app di messaggistica. Il 27% sul totale degli utenti accede a Whatsapp, Messanger e Telegram in via preferenziale. Il 26% sui social media. Questi dati sono in crescita continua e regolare e anche nelle PA non possono essere ignorati.

Si tratta di ridisegnare le strategie di utilizzo delle pubbliche amministrazioni in modo da essere adeguati ai tempi e, prevedendo gli sviluppi futuri, utilizzare al meglio le risorse disponibili. Questo significa che gli investimenti in termini economici e di personale, devono essere riorientati su questi temi.

Se la maggioranza degli utenti si collega nei modi descritti sopra, anche nelle pubbliche amministrazioni ci dovranno essere sistemi di gestione di questi strumenti. Probabilmente Continua a leggere

Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiuta

Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiutaUna delle scelte fondamentali nel processo di avviamento e gestione dei social media è la costituzione del gruppo di lavoro della redazione. Nel caso di una pubblica amministrazione questa selezione è più complicata.

Nel settore privato questa delicata attività di scelta delle persone ha più margini di manovra. Una volta individuate la tipologia delle persone, si fa una ricerca di mercato e si individuano quelli o quelle più rispondenti ai requisiti.

In una pubblica amministrazione si entra solo per concorso pubblico, quindi le figure necessarie si devono trovare tra il personale presente.

In verità ci sono soluzioni più veloci per una PA che vuole gestire i social media, appaltare all’esterno il lavoro di gestione o assumere a contratto temporaneo del personale esterno all’amministrazione. Queste soluzioni, anche se permettono di avere rapidamente delle professionalità adatte, hanno delle controindicazioni. Intanto i costi elevati e poi la mancata conoscenza dell’amministrazione di cui dovranno relazionare.

Tutto si può fare, ma torniamo invece alla proposta di individuare la redazione social media Continua a leggere