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Strumenti per le dirette video sui social media

Attrezzatura basica, semplice ed economica, per riprese video stabilizzate in diretta sui social media. I video sono il presente e il futuro della comunicazione interattiva anche nella pubblica amministrazione.

Si tratta di un comune telefono di ultima generazione, di uno stabilizzatore gimbal e di un microfono direzionale, Il costo è accessibile.

Le riprese con questo insieme di strumenti ottengono dei risultati al di sopra delle aspettative e danno un aspetto quasi professionale all’attività social media.

Cosa succede sui social media durante una emergenza come una nevicata

emergenza nevePremesso che non sono un esperto di comunicazione pubblica in una situazione di emergenza, vorrei analizzare le recenti esperienze sui social media delle grandi città italiane durate le scorse nevicate.

Tralasciando le grandi città del nord e del centro nord, dove i cittadini sono sicuramente più abituati a questi eventi, il mio ragionamento si basa in particolare su Roma e Napoli. Dove le nevicate sono assai più rare e dove esiste una presenza consolidata sui social media degli enti locali.

Non a caso Roma ha registrato oltre 8.000 nuovi seguaci su Facebook e Napoli ha avuto oltre 12.000 “mi piace” sui propri post

In ambedue i casi le nevicate sono state di breve e non forte entità, ma hanno messo a dura prova le strutture, a cominciare dai sistemi di trasporto.

La capacità di essere attivi sui social istituzionali è stata la prima risposta ad una situazione di emergenza. Certo le reti televisive hanno ancora fatto da “padrone” nel panorama dei mezzi di comunicazione, ma gli account Facebook e Twitter sono stati molto utili per informare i cittadini direttamente.

Tramite questi mezzi di comunicazione i cittadini hanno potuto dialogare direttamente con le Continua a leggere

Anche le PA devono stare al passo con le tendenze future dell’utilizzo della rete

Italiani sulla reteSecondo il  rapporto ‘Internet in Italia – I Trend del 2017‘ pubblicato da comScore ormai la maggioranza degli italiani utilizza sistemi mobili (smartphone e tablet) per collegarsi alla rete. In più gli strumenti usati sono prioritariamente le app di messaggistica. Il 27% sul totale degli utenti accede a Whatsapp, Messanger e Telegram in via preferenziale. Il 26% sui social media. Questi dati sono in crescita continua e regolare e anche nelle PA non possono essere ignorati.

Si tratta di ridisegnare le strategie di utilizzo delle pubbliche amministrazioni in modo da essere adeguati ai tempi e, prevedendo gli sviluppi futuri, utilizzare al meglio le risorse disponibili. Questo significa che gli investimenti in termini economici e di personale, devono essere riorientati su questi temi.

Se la maggioranza degli utenti si collega nei modi descritti sopra, anche nelle pubbliche amministrazioni ci dovranno essere sistemi di gestione di questi strumenti. Probabilmente Continua a leggere

Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiuta

Per lavorare in una redazione social non è necessario essere matti, però aiutaUna delle scelte fondamentali nel processo di avviamento e gestione dei social media è la costituzione del gruppo di lavoro della redazione. Nel caso di una pubblica amministrazione questa selezione è più complicata.

Nel settore privato questa delicata attività di scelta delle persone ha più margini di manovra. Una volta individuate la tipologia delle persone, si fa una ricerca di mercato e si individuano quelli o quelle più rispondenti ai requisiti.

In una pubblica amministrazione si entra solo per concorso pubblico, quindi le figure necessarie si devono trovare tra il personale presente.

In verità ci sono soluzioni più veloci per una PA che vuole gestire i social media, appaltare all’esterno il lavoro di gestione o assumere a contratto temporaneo del personale esterno all’amministrazione. Queste soluzioni, anche se permettono di avere rapidamente delle professionalità adatte, hanno delle controindicazioni. Intanto i costi elevati e poi la mancata conoscenza dell’amministrazione di cui dovranno relazionare.

Tutto si può fare, ma torniamo invece alla proposta di individuare la redazione social media Continua a leggere

Due settimane su quattro social media da solo

telelavoroAvevo annunciato che avrei lavorato da solo per una settimana nel gestire quattro account social media di una grande amministrazione. In realtà sono diventate due settimane, una in ufficio e un’altra in telelavoro. Ecco il resoconto.

La particolare situazione di aver passato queste due settimane a cavallo di ferragosto mi ha aiutato, le notizie da postare erano minori di quelle normalmente gestite. Bisognava però dimostrare che gli account erano presidiati, popolando i post, rispondendo ai messaggi e moderando i commenti.

La prima operazione fatta è stata quella di programmare una serie di post e tweet con notizie magari già date ma ancora valide. Ogni mattina facevo il punto della situazione delle eventuali novità e riempivo la programmazione prevista per la giornata. A quel punto con attenzione seguivo i messaggi e i commenti, facendomi aiutare anche dagli avvisi previsti dai miei strumenti informatici. Ai messaggi rispondevo in tutti i casi salvo quando si esprimevano posizioni politiche. Come per gli altri mesi di attività, a questo circa 10% dei messaggi complessivi, non viene dato seguito per ottemperare al principio dell’imparzialità di un account di una PA.

Sui commenti bisognava rispondere quando veniva posta una domanda di merito e ripulirli nel caso ci fossero insulti alle persone. Da tempo non ci preoccupiamo più delle frasi anche volgari Continua a leggere