Una giornata di emergenza sui social media

Una giornata di emergenza sui social mediaQuando si parla di giornate di emergenza, vuoi per eventi straordinari come un terremoto, vuoi per accadimenti atmosferici imprevistii, si discute molto degli strumenti e delle metodologie da usare. Questo è un bene. Affrontare queste situazioni con le migliori attrezzature e il software adeguato è importante. Oggi però vorrei parlare di come un operatore dei social media affronta la situazione nello svolgersi degli accadimenti.

La giornata in esame comincia alle 7.40 del mattino con il brusco risveglio dovuto alla forte scossa di terremoto registrata a Roma quella mattina. Secondo moltissime persone, la più forte scossa avvertita in città da tantissimi anni.

Superato il primo momento di preoccupazione e valutati i danni alle persone care, ti viene in mente che il primo dovere verso i social media che gestisci è “presidiare gli account”.  Stiamo parlando di domenica mattina e l’attuale struttura operativa, compresa la possibile organizzazione del lavoro che il bilancio del’ente ci permette, non garantiscono una copertura sugli account di giorno festivo.

Sono quindi solo ad affrontare questa emergenza, ma non posso farne a meno. Cominciano già ad arrivare messaggi in cui chiedono “cosa succede in città”. Il nostro dovere è fornire una risposta certificata che possa informare per tranquillizzare.

Si comincia alle 8.20 con il rilancio della notizia proveniente dall’account twitter dell’azienda di trasporto, meglio attrezzata di noi per la gestione nei giorni festivi del social, della sospensione del servizio di due linee metro per verifiche delle gallerie.

L’interazione comincia subito con il susseguirsi degli aggiornamenti sui mezzi di trasporto e sulla valutazione dei danni in città. Chi chiede della terza linea della metro, regolarmente aperta, chi della durata del provvedimento di sospensione, chi delle attività intraprese dall’amministrazione. Questa discussione viene in parte mitigata quando alla fine della mattinata vengono ripristinate tutte le linee di trasporto pubblico, dopo le verifiche necessarie.

A questo si aggiunge la richiesta plurima, iniziata già dalla mattina, di verifica delle scuole e in generale degli edifici pubblici. Questa interazione prosegue per tutta la mattina fino al primo pomeriggio.

Teniamo conto che stiamo parlando di una amministrazione insediata da poco, con una struttura rinnovata e con la conseguente perdita dei contatti che una volta avevamo per la comunicazione in tempo reale nelle situazioni di emergenza. La comunicazione avviene quindi da parte nostra direttamente con lo staff della Sindaca per fornire informazioni sullo stato della discussione e per avere riscontri sulle attività in essere.

Ricordiamo anche che questa è la prima gestione di social media di questa amministrazione dopo un terremoto di questa portata.

Alle 16 circa viene condiviso il video della Sindaca in cui comunica le attività svolte fino ad ora e la decisione di chiudere le scuole per il giorno dopo le necessarie verifiche delle strutture.

Quando si attua un provvedimento di chiusura delle scuole, la città si divide in due. Da una parte i genitori preoccupati per l’incolumità dei figli che gioiscono per il provvedimento, dall’altra diversi padri e madri, che anche se preoccupati per i figli, non condividono la scelta perché semplicemente non sanno dove lasciare i loro bambini, dovendo andare a lavorare il giorno dopo.

Questa contrapposizione antagonista si ripercuote anche nei commenti sui social, con scontri verbali anche molto forti tra le persone e lasciando a noi il compito di fare da moderatore per stemperare gli animi.

Si aggiunge una discussione su quali scuole devono essere verificate. Nel passato il comune di occupava solo di asili e materne, mentre elementari, medie e superiori erano di competenza della Provincia. Con l’introduzione della Città Metropolitana e il ruolo del Sindaco del capoluogo principale come responsabile di tutto, una ordinanza di chiusura diventa vincolante per tutto il sistema scolastico.

Sono ovviamente escluse le università, dove la decisione di chiudere o meno spetta ai rettori. Anche questo però bisogna ricordarlo ai partecipanti alla discussione

Altro elemento di forte interazione è la questione delle validità del provvedimento anche per scuole primarie gestire in convenzione con l’ente. Per dipanare questa mancanza di informazione, diventa necessario leggere il testo completo dell’ordinanza.

Questo viene reso pubblico verso le 20.00 e immediatamente condiviso sui social. A seguito della diffusione del testo si apre una interazione tra quelli che sono soddisfatti e quelli che hanno altri dubbi da dipanare.

Verso le 22 la situazione si tranquillizza ed è possibile lasciare il presidio sui social. Circa 12 ore di attività davanti uno schermo e in attesa della giornata di domani che sarà altrettanto piena.

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