Una mail non certificata é considerata a firma elettronica “leggera”

pecUna recente ordinanza del 22 febbraio 2015 del tribunale di Termini Imerese è intervenuta con precisione nel merito di un problema in essere. Definire il valore probatorio di una mail non certificata  nel caso di controversia tra una pubblica amministrazione e un cittadino. Il caso scaturisce da un ricorso presentato da un professionista che non era stato pagato per un lavoro commissionato, appunto, da una serie di mail non certificate. Il tribunale ha emesso una ordinanza in cui si richiamano le caratteristiche delle mail non certificate. Per utilizzarle occorre comunque una password che nelle PA dovrebbe essere consegnata con specifiche caratteristiche di riservatezza. Certo, secondo anche il tribunale, non ci sono le garanzie dell’uso dell’account di posta in esclusiva, però nel caso in cui non siano riscontrati abusi, la mail non certificata è comunque un riscontro della volontà  dell’amministrazione pubblica.
In base all’ordinanza in sede di giudizio la mail non certificata può quindi essere usata come elemento probatorio, in questo caso a favore del cittadino. Semmai stupisce la definizione di firma elettronica “leggera”, come se la PEC fosse “pesante” Non PEC
Per precisione anche una mail certificata può essere usata senza il consenso dell’intestatario. In questo ultimo caso quello che viene comunque verificato è la provenienza da un account specifico. In teoria una mail non certificata potrebbe essere piò facilmente clonata. Allora torniamo al merito se una amministrazione affida un incarico con una mail non certificata ad un professionista, o prova un dolo avvenuto con la sottrazione degli accessi all’account non certificato, oppure quell’incarico è stato realmente richiesto.
Mi ricorda tanto una vecchia prassi delle truffe con l’invio di lettere tradizionali. Veniva spedita una raccomandata con ricevuta di ritorno contenente un foglio bianco. Nel caso di contenzioso chi aveva spedito la busta affermava che contenesse una lettera con un testo a piacere.  Per contrastare questo fenomeno fu introdotta la prassi d’invio di un foglio senza busta affrancato come raccomandata con ricevuta di ritorno.
La semplificazione nella PA richiede l’uso sempre più esteso della posta elettronica. La PEC è riservata solo ai dirigenti e quindi la posta non certificata (leggera) diventa un elemento fondamentale per l’instaurazione di rapporti tra pubblico e privato. Questa ordinanza aggiunge un po’ di chiarezza alla situazione

Per approfondire:
http://www.dimt.it/2015/03/16/le-email-non-certificate-devono-essere-considerate-documenti-sottoscritti-con-firma-elettronica-leggera-la-loro-rilevanza-probatoria-e-liberamente-valutabile-dal-giudice/

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